Voto

5

Dopo l’eclatante successo di Perfetti sconosciuti l’occasione conviviale per eccellenza, la cena, torna a essere protagonista. In contrasto con atmosfere calde e accoglienti, portate sofisticate e camerieri ossequiosi, si stagliano i quattro incredibili protagonisti: il Deputato Stan Lohman (Richard Gere), l’irriverente fratello (uno spassoso quanto intenso Steve Coogan) e le rispettive mogli Katelyn (Rebecca Hall) e Claire (Laura Linney). In un succedersi di botta e risposta, frecciatine sarcastiche e fughe strategiche da tavola, si approda al vero motivo dell’incontro: discutere delle sorti dei figli, coinvolti in uno stupido e tragico crimine, per proteggere in realtà unicamente i propri interessi.

La cena diviene man mano solo un pretesto per la rappresentazione del trascorso dei personaggi; i frequenti flashback riesumano innumerevoli scheletri dall’armadio, cercando di movimentare un andamento narrativo troppo scontato e lineare. Così, una vicenda carica di tensione e di non detti si perde in ricordi eccessivi e ridondanti. La sceneggiatura inficia anche l’accurato lavoro di fotografia di Bobby Bukowski, che porta la luce soffusa e il bianco asettico del ristorante a tingersi improvvisamente di nero e a macchiarsi di rosso sangue, facendo parlare le immagini, i colori del dolore e della follia di uomini sopraffatti dalla vita.

Anna Magistrelli