Voto

7

Si può decidere della vita di una persona? Per dirla con altre parole: è giusto che spetti a qualcuno decidere della vita di un’altra persona? Un dilemma che si muove sul filo di un rasoio affilatissimo, in bilico tra moralità, etica e legge. The Children Act – Il Verdetto, trasposizione cinematografica del romanzo di Ian McEwan La ballata di Adam Henry, si prende l’onere di indagare quella sottile linea di demarcazione tra ciò che è (o sembra) giusto e ciò che è (o sembra) necessario.

Adam (Fionn Whitehead), Testimone di Geova, è un ragazzo di diciassette malato di leucemia, che per motivi legati alla fede a cui è stato cresciuto ed educato rifiuta una trasfusione, ovvero l’unica possibilità di salvarsi la vita. Fiona Maye (Emma Thompson), giudice dell’Alta Corte britannica, è una donna sensibile, coscienziosa e totalmente dedita al lavoro, tanto da aver relegato in un angolo il proprio matrimonio. Tra Adam e Fiona, i medici e i genitori del ragazzo.

Posta al centro dei due poli contrapposti di scienza e fede, il giudice Maye si trova di fronte a un compito arduo: capire ciò che è il bene di Adam, in virtù di quel Children Act che dà il titolo al film, promulgato nel 1989: “Tutelare il bene del bambino”, recita la legge. Facile da dire, tremendamente difficile da applicare. Soprattutto perché Adam non è un bambino, ma nemmeno un adulto. L’esito di quel verdetto cambierà entrambi, minando nel profondo le loro certezze.

Il regista Richard Eyre si avvale dell’interpretazione magistrale di Emma Thompson, che fa dell’intensità e dell’austera compostezza tipicamente inglese la propria arma, e confeziona un film coraggioso ed elegante, che affronta in modo profondo uno degli argomenti più d’impatto degli ultimi anni: il diritto dei minori (si pensi alle recenti vicende dei piccoli Charlie Gard e Alfie Evans).

Se Stanley Tucci si conferma una spalla perfetta, in grado di giostrare lo spiazzamento esistenziale che accompagna tutto il film, la vera scoperta è Fionn Whitehead (già visto in Dunkirk), che regala momenti di grande commozione e pacato struggimento. 
 

Giorgia Sdei

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