Voto

7

I Brothers escono finalmente con True Sadness, proseguendo sulla scia di quei successi che hanno regalato al gruppo di Concord un posto stabile nella scena folk americanaTrue Sadness non inaugura infatti un nuovo genere e segue anzi la strada già battuta da I and Love and You (prima esperienza discografica in Major), album con cui gli Avett, guidati dal genio di Rick Rubin, si sono guadagnati l’attenzione del grande pubblico.

Ain’t no man apre le danze e convince: è una ballata essenzialmente ritmica, un tributo alla storica We Will Rock You che ha consacrato il “News of the World Tour” del ’77. Rimane notevole Satan Pulls The Strings del 2014, seguita dall’originale e quanto mai pop Victim of lifeAl di là delle note folk più ortodosse, che nel caso di Fisher Road To Hollywood o della stessa True Sadness paiono già sentite, gli Avett dimostrano la loro vera personalità man mano che si allontanano dalle loro sonorità standard, tradizionalmente americane.

True Sadness rappresenta dunque per la band un’opportunità di sperimentazione che lascia presagire esiti ancora più decisi.

Matteo Abruzzo