Voto

6

Uscito finalmente dopo mesi di anticipazioni e cambi di programma rispetto all’iniziale progetto Music For Cars, Notes On A Conditional Form è un album controverso e sfaccettato. Nel corso delle ventidue tracce del LP, si scorgono tantissime influenze in momenti intensi e diversificati, tra brani strumentali onirici e ritornelli a effetto: una conferma del sound camaleontico che ha sempre caratterizzato The 1975.

L’apertura The 1975 è affidata a un monologo di Greta Thunberg sul cambiamento climatico, immediatamente seguita dall’esplosione del singolo People, un lampo di energia e distorsione nell’intero album. Dopo momenti in cui l’elettronica si mescola a ballate pop (Frail State of Mind, Yeah I Know) e frammenti strumentali, la bruciante ironia folk-like di Jesus Christ 2005 God Bless America, a cui segue un momento quasi soul tra Nothing Revealed / Everything Denied e Tonight (I Wish I Was Your Boy), prima che tutto prenda i colori degli anni Ottanta in If You’re Too Shy (Let Me Know). Il disco si chiude sulla ballata rock Guys, un omaggio all’amicizia che lega il quartetto.

Ricco di spunti di scrittura magnetici e efficaci transizioni tra le varie sequenze, Notes On A Conditional Form non riesce a nascondere il suo neo più evidente: la lunghezza. Le ventidue tracce si rivelano a tratti dispersive per il concept dell’album, che fatica a rivelare le proprie perle accanto a momenti che sembrano ingolfarne il motore: l’ascolto complessivo risulta appesantito e rischia di scorrere senza lasciare il segno.

Riccardo Colombo