Non se ne parla molto in giro, anzi, per nulla, ma il Tallinn Black Nights Film Festival (POFF in Estonia), è il più grosso evento culturale del nord-est Europa. Con oltre 80,000 film candidati (e “solo” 600 selezionati) e più di 1200 visitatori provenienti da tutto il mondo, tra giornalisti e professionisti di cinema, il POFF compie quest’anno 22 anni e sembra che in Italia nessuno sappia cosa sia, nell’entourage cinematografico italiano nessuno ne parla, in Internet non si trovano notizie nella nostra lingua, eppure ha in concorso almeno 5 film provenienti dal nostro paese, tra cui alcuni sconosciutissimi.

È lì che abbiamo scoperto Darkness di Emanuela Rossi con Denise Tantucci o Now is Everything di Ricardo Spinotti e Valentina De Amicis prodotto dal grande fotografo Dante Spinotti con la moglie Marcella e interpretato dall’ancora più grande Anthony Hopkins, o ancora Nonostante la Nebbia di Goran Paskaljevic con Giorgio Tirabassi e Donatella Finocchiaro, che nemmeno MyMovies ha ancora recensito. Più conosciuti in concorso Vivere di Francesca Archibugi, Mio Fratello Rincorre i Dinosauri dell’esordiente Stefano Cipani, Il Signor Diavolo di Pupi Avati, il documentario La scomparsa di Mia Madre di Beniamino Barrese e il film che quest’anno aprirà il Torino Film Festival, Jojo Rabbit, del regista, autore e attore comico Taika Waititi. Al POFF è stato proiettato già due volte e ha fatto impazzire critica e pubblico con la storia irriverente di un ragazzino che diventa un seguace convintissimo del regime nazista. 

Il festival è diviso in tre categorie e una, JUST, è interamente dedicata al cinema per ragazzi, che propone film di rara qualità. Per darvi qualche titolo, Boyz in The Wood, l’esordio di Ninian Doof, il videomaker statunitense che tra i suoi lavori conta video realizzati per Mike Snow e i Chemical Brothers. O ancora il film-debutto del regista olandese Shady El Hamus, dal titolo About That Life, o FoMo di Attila Hartung, ma la lista potrebbe continuare all’infinito. Le altre due categorie sono quelle del Concorso Ufficiale e dei Cortometraggi. Un altro film da tenere d’occhio tra quelli della Selezione Ufficiale è Gutterbee (Go To Be) dell’attore e regista danese Urlich Thomsen, famosissimo nel nord Europa (per chi non lo consce, consigliamo la visione de Le mele di Adamo con Mads Mikkelsen al massimo della forma): una commedia brillante, grottesca e intelligente che costruisce una satira sull’America profonda, sulle orme dei fratelli Coen e di David Lynch.

Un altro film che si è differenziato per il riscontro ottenuto – e che ha lasciato noi un po’ tiepidi – è The Bra – il Reggipetto di Veit Elmer, il lungometraggio olandese senza dialoghi che ha fatto parlare il mondo e che in Italia ha incassato poco più di 4000 euro. Infine vi segnaliamo un film in concorso assolutamente da non perdere, che arriva dagli USA: si chiama Greener Grass, è di Jocelyn DeBoer e di Dawn Luebbe e definirlo antifascista sarebbe riduttivo. È un film che se ne frega di Netflix, delle visualizzazioni e delle vendite. Il film ritrae gli assurdi comportamenti degli abitanti di un quartiere di periferia, al limite della demenza: ogni adulto porta apparecchi odontotecnici su denti dritti e le coppie coordinano meticolosamente i loro outfit. Ma ci fermiamo qui per non spoilerare troppo, vi assicuriamo che è uno dei film più weird che abbiamo mai visto.

Oltre a una selezione di film che fa venire voglia di rinchiudersi al cinema per un anno intero per riuscire a guardarli tutti, l’organizzazione del festival è semplicemente impeccabile: ogni film viene proiettato almeno tre volte durante la manifestazione, evitando di fare impazzire i critici con incastri pindarici e ogni sera c’è un party dove tutti, e proprio tutti i partecipanti sono invitati. Nessun invito, nessuna lista, nessuna selezione, nessun dress code. E al posto della solita shopper con una manciata di depliant con un’estetica ferma a fine anni ’90 e un programma indecifrabile se non dopo ore di studio, al POFF ti danno solo tre semplicissimi depliant, uno per categoria, e l’intero catalogo dell’edizione corrente con ogni film descritto in tutti i suoi dettagli – volume che solitamente distribuiscono a pagamento negli altri festival. Ma non finisce qui: nella shopper ci sono anche un paio di calzini per il freddo glaciale e “some jewellery”, tutto rigorosamente (e nordicamente) all’interno di packaging con materiale riciclato.

Del Tallin Black Nights Film Festival non parla nessuno in Italia, ma è arrivato il momento di farlo, perché è uno dei migliori festival esistenti oggi. E vi sveliamo uno scoop super esclusivo: fra due anni, alla 25esima edizione, il POFF dedicherà un focus intero al Cinema Italiano.

Anna Pennella