Voto

8

Stephen Malkmus, ex leader dei Pavement, tra le band storiche dell’indie rock statunitense, torna con Traditional Techinques e anche stavolta senza i Jicks: terzo album in due anni e nessuna voglia di fermarsi. Le undici tracce del disco rivelano già dal primo ascolto una componente folk a tratti inaspettata ma evidentemente figlia di una ricerca sonora e lirica dell’autore, attraverso gli insegnamenti di grandi maestri folk degli ’70.

Sopra una chitarra acustica a 12 corde Malkmus, accompagnato da Chris Funk, Matt Sweeney e Qais Essar, fioriscono le dichiarazioni psych di ACC Kirtan colorite dal suono di un sitar che conferisce grande fascinazione alla sequenza musicale. Cash Up e The Greatest Own In Legal History che rivelano i cari toni ombrosi e malinconici dell’autore, senza dimenticare la folle traiettoria di Shadowbanned, il singolo di lancio accompagnato da un video incredibile (e da alcuni filtri per le Instagram stories).

La gemma finale di Amberjack, ballad emozionante imboccata quasi completamente da un arpeggio, mette in luce ancora una volta l’indiscutibile talento di uno degli ultimi eroi di un’era musicale per molti aspetti lontana, ma fortemente affiorante in tutti quei lavori che ancora meritano davvero di essere ascoltati. E infatti, la longeva carriera dei Pavement non è ancora finita.

Gabriel Carlevale