Voto

9

Proseguendo la continua esplorazione della sua travolgente personalità artistica, con quello che finora è il suo disco più significativo St. Vincent sceglie di indagare il rapporto con il padre appena uscito di prigione. La musicista statunitense approccia con sguardo retrospettivo i temi della fama, della dipendenza e delle relazioni con gli altri, mettendo in musica pensieri lucidi e lunatici con sonorità di esplicita derivazione anni Settanta. Daddy’s Home è un album denso e dinamico, dalla travolgente apertura col singolo Pay Your Way In Pain al fluttuante sipario del terzo interludio titolato Humming. Tante tastiere e sintetizzatori, ma anche cori gospel e assoli psichedelici, aiutano la voce di Clark a raccontare i più diversi luoghi: la sala d’attesa della prigione del padre, dove si ritrova a firmare autografi nella title-track, una festa in cui si beve troppo e troppo presto (…At The Holiday Party). Al ruggente inizio fa seguito il groove blues di Down and Out Downtown, arricchito dalle risonanze del sitar nelle mani dell’artista.

Una lunga ballata psichedelica in stile Pink Floyd dà voce al pericoloso sovrapporsi di sogno e realtà in Live In The Dream, mentre nel gusto retro-pop del singolo The Melting Of The Sun si ritrovano citazioni illustri e riferimenti al consumo di sostanze (“So who am I tryna be/A benzo beauty queen?”). Tra gli interludi l’atmosfera si annuvola in The Laughing Man, diventa melodica nella love-song Somebody Like Me, prima che My Baby Wants A Baby esplori la responsabilità d’essere genitori, tra contraddizioni e difficoltà (“My baby wants a baby/How can it be wrong, wrong/But I wanna play guitar all day/Make all my meals in microwaves”). Muovendosi con fluidità in ricordi e attraverso i pensieri più intimisti – guardati ora con cinismo ora con onesta insicurezza – la voce di Annie Clark magnetizza l’ascoltatore gestendo con maestria l’energia strumentale e l’intimità lirica. La ricchezza degli arrangiamenti e del songwriting in Daddy’s Home non rappresentano solo un apice e una conferma nella carriera di St. Vincent, ma anche una delle migliori proposte musicali dell’anno.

Riccardo Colombo