Voto

8.5

Ruben (Riz Ahmed) è un batterista di un duo punk insieme alla sua fidanzata Lou (Olivia Cooke). Entrambi segnati da un passato tormentato, di autolesionismo lei e di tossicodipendenza lui, vivono come nomadi su un camper. All’improvviso, il loro mondo viene sconvolto quando Ruben inizia a sentire un fischio costante nelle orecchie, che peggiora sempre di più fino a renderlo completamente sordo. Inizialmente rifiuta questa condizione, cercando in tutti i modi una soluzione, tra operazioni chirurgiche e apparecchi esterni. Ma è tutto inutile: non gli resta accettare questa disabilità, accettare di aver perso qualcosa di prezioso ma scontato. Sound of Metal – disponibile su Amazon Prime Video – raconta proprio questo suo percorso, fatto di silenzi forzati, isolamento, emarginazione e solitudine, attraverso un uso frequente di lunghe soggettive sonore che trasmettono direttamente ciò che Ruben sente e, soprattutto, il modo in cui lo sente (voci ovattate, fischi o silenzio assoluto).

Progressivamente, entriamo insieme a Ruben nella comunità delle persone non udenti, dove le conversazioni sono portate avanti dalle mani e da un sistema di segni, dove il silenzio può diventare un piccolo angolo di paradiso e di quiete. All’immagine vittimistica, pietosa o romanticizzata solitamente associata alla disabilità, il film contrappone una rappresentazione onesta, diretta e antispettacolare, restituendo un quadro quasi documentaristico di una quotidianità ancora troppo poco rappresentata senza retorica. Significativa in questo senso una delle conversazioni tra Ruben e Joe (il direttore della comunità per persone non udenti dove Ruben si trasferisce), il quale gli ricorda come l’obiettivo della comunità sia quello di cercare una soluzione per le conseguenze psicologiche del disturbo fisico, e non del disturbo fisico in sé, perché il problema non è essere sordi, e non viene mai né percepito né rappresentato come tale.

Allegra Adorni