Voto

8.5

La sorellina dell’universalmente acclamata Beyoncé è uscita con il suo terzo album in studio, che già dopo pochi giorni ha fatto impazzire il web.

A Seat at the Table è un album profondo, nel quale Solange riesce a trattare in modo sottile la tematica “scomoda” dell’essere una donna afroamericana nel 2016. Nel racconto interviene, oltre al padre, anche sua madre Tina, che in un interlude afferma: “It’s such beauty in Black people, and it really saddens me when we’re not allow to express that pride in being Black”.

Per quanto riguarda le collaborazioni, la scaletta può giovarsi di un cast importante: per citarne solo alcuni, Lil’ Wayne in Mad, che dà un tono più ballabile alla tracklist, la cugina Kelly Rowland e Sampha in Don’t Touch My Hair, già diventata una hit. Anche dietro le quinte emergono protagonisti d’eccezione: tra i producer presenziano, ad esempio, Raphael Saadiq e Q-Tip. In questo quadro, la voce R&B dell’artista – che qualcuno ha paragonato a quella di Minnie Riperton – interviene come palliativo a tutta la sofferenza da lei stessa narrata.

A Seat at the Table è un disco spirituale con il quale Solange riesce a far sedere l’ascoltatore e parlargli di attualità attraverso le sue sinuose melodie.

Anna Laura Tiberini

Potrebbero interessarti: