Voto

7

The Center Won’t Hold è il nono album in studio della band statunitense di Olympia, pubblicato lo scorso 16 agosto per Mom + Pop music. Il nuovo capitolo della band di Carrie Brownstein e socie ha fatto presagire da subito un gran cambiamento con l’annuncio della produzione da parte di St. Vincent. L’influenza di Annie Clark, già devota fan della riot grrrl band, si avverte fortissima in tutto l’album delle Sleater Kinney, dall’artwork del primo singolo pubblicato Hurry On Me simile a quello di Masseduction, alla manipolazione dei suoni resi più digitali e distaccati, alla sovrabbondanza di cori.

Ma il tocco di St. Vincent non può passare inosservato e la sua impronta sul disco è sigillata come un timbro in ceralacca. Dalle infinite possibilità che potevano nascere da questa collaborazione, tanto sonore quanto personali (vedi l’abbandono della band da parte della storica batterista Janet Weiss lo scorso luglio) ne è risultato un disco apprezzabile, contemporaneo e audace di una band che non ha paura di mettersi alla prova.

E così, dopo quattro anni di silenzio, il trio esce allo scoperto con il primo Singolo Hurry On Me, un godibilissimo brano pop lontano dalle ruvide sonorità che le avevano caratterizzate finora. La title track introduce il disco con un mood oscuro e lento, dispiegandosi man mano verso un’apertura elettronica; la ballata pop-dark The Dog/The Body e l’incalzante Bad Dance sono brani radiofonici ben strutturati e tutti piacevolmente pervasi dall’aurea influente di St. Vincent. Gli equilibri sono cambiati, il centro non regge più, ma le Sleater Kinney non hanno nulla da dimostrare, se non la consapevolezza di sapersi muovere con agile libertà tra nuove influenze sonore, pronte a iniziare un nuovo capitolo nella loro carriera.

Melania Bisegna