Voto

5.5

L’opera di Andrea Molaioli, tratta dal romanzo omonimo di Nick Hornby, cerca di tastare il terreno in una direzione ben precisa per crearsi una vera e propria identità, ma questa, con l’aumentare della frivolezza di contenuto, viene meno e la trama finisce per risultare irresoluta e insapore.

Sono comunque appressabili la trama, che tende ad abbattere gli stereotipi di una generazione apatica, e le interpretazioni di Jasmine Trinca e Luca Marinelli. Slam, come la maggior parte dell’ultimo cinema italiano, soffre, e anche tanto, di un complesso di incompiutezza e di mancanza di personalità, scegliendo di rimanere nel limbo sicuro del facilmente fruibile senza assumersi alcun rischio. Le belle pagelle, però, restano soltanto delle pagine piene di buoni voti: a volte bisognerebbe apprezzare anche qualche insufficienza e sciogliersi in quegli atti di coraggio necessari per godere di piccoli e incompresi colpi di genio.

Fabrizio La Sorsa