Voto

7.5

Presentato in apertura della Settimana Internazionale della Critica di Cannes70, Sicilian Ghost Story (Grassadonia, Piazza, Italia, 2017) è un gioiello del cinema italiano sia per la critica internazionale che per il grande pubblico. L’insolita combinazione di  fiaba e cronaca nera (l’opera racconta un fatto realmente accaduto nella Sicilia degli anni ‘90) rende la pellicola un’opera unica nel suo genere.

L’inserzione di scene puramente oniriche e simboliche nel racconto non distoglie lo spettatore dall’importanza della real story, ma lo immerge ancor più nella vicenda. Si tratta di una storia di mafia raccontata in modo insolito ma efficace, ambientata in una Sicilia in bassa saturazione, con colori freddi che lasciano spazio a paesaggi atipici dell’isola (ricordano più paesaggi scandinavi). La regia pressoché perfetta, che lascia libero spazio alle interpretazioni e non rischia di confondere lo spettatore, salva la recitazione degli attori, resa a tratti impersonale dalla coralità dei personaggi. I due registi palermitani dopo il successo di Salvo (Italia, 2013),  vincitore del Gran Prix alla Settimana Internazionale della Critica di Cannes 2013, riescono ora a raccontare la loro terra mettendo in risalto aspetti inediti. Uno sconvolgente fatto di cronaca si muta in una leggenda dal gusto arcaico, dove la divisione tra bene e male è netta. Grassadonia e Piazza scardinano la superficie ed entrano in profondità nella questione.

Mattia Migliarino