Reforma, Fábio Leal – Queer Short

Con una camera attenta alle geometrie degli spazi e ai dettagli dei corpi, il cortometraggio di Fábio Leal passa velocemente da un appartamento in ristrutturazione a una camera da letto, attraverso continui e rapidi flashback. Mentre aiuta Flavia con i lavori, Francisco racconta all’amica le sue recenti avventure con gli uomini e di come si senta a disagio con il proprio corpo. Un cortometraggio fatto di immagini sincere, mai edulcorate, dalle scene di sesso fino a quella finale, in cui Francisco è solo, a letto, a mangiare il gelato mentre guarda al computer (lo si capisce solo perché si sente la canzone che il cast canta in una famosa scena della pellicola) My Best Friend’s Wedding. Reforma lascia un retrogusto dolceamaro.

Old Narcissus, Tsuyoshi Shoji – Queer Short

In bilico tra piacere effimero e dolore profondo, la vita dell’anziano illustratore Yamazaki, sembra riuscire a risollevarsi quando incontra il giovane Leo. Ma Old Narcissus di Tsuyoshi Shojici spinge in realtà verso un baratro angosciante, lo stesso in cui sprofonda il protagonista. Proprio come Narciso, innamorato della propria immagine riflessa, Yamazaki non riesce a superare la perdita della propria giovanile bellezza. Old Narcissus è un piccolo dramma carico di strazianti momenti di solitudine; ma forse un barlume di speranza può esserci per tutti…

Berlin Based, Vincent Dieutre – Panorama Queer

Documentario del regista francese Vincent Dieutre, ha come protagonista la città di Berlino e una particolare categoria di artisti che la anima, i “Berlin Based”. Fin dalle prime inquadrature della città vista da un aeroplano, che seguono la citazione del sociologo francese Pierre-Michel Menger sul ruolo dell’artista nella società odierna, nasce l’incontro tra la nuova capitale d’Europa, metropoli all’avanguardia e cosmopolita, e quelle persone che hanno deciso di traferirvisi per coltivare la propria arte nei suoi quartieri così antichi e carichi di storia, spesso frastagliata e complessa. Berlin Based è una pellicola che ascolta le testimonianze e le raccoglie per aprire una riflessione sulla condizione dell’artista oggi. Voci diverse si sommano e raccontano la storia e la vita all’interno di una città dai mille volti, mentre la regia dedica un’attenzione particolare alla vista sugli scorci di Berlino in tutta la sua intrinseca vitalità.

Lembro mais dos corvos, Gustavo Vinagre – Nuove Visioni

Lembro mais dos corvos è un dialogo intimo, in cui a volte la telecamera sembra scomparire per qualche attimo. L’attrice transessuale Julia Katharine restituisce un ritratto completo di sé al regista Gustavo Vinagre, alternando il racconto tra le proprie esperienze personali e quelle legate al mondo del cinema. Ed è proprio qui che sta il punto di forza di questo film/intervista: Julia si racconta attraverso il cinema, che diventa il coprotagonista della pellicola. Nonostante la manipolazione cinematografico sia quasi impercettibile, Lembro mais dos corvos è un elogio alla potenza del cinema e su come possa essere la chiave per vivere la propria esistenza in libertà, (ri)trovando la forza di andare avanti.

Love Me Not, Lluís Miñarro – Nuove Visioni

La storia di un’attrazione anticonvenzionale ispirata alla Salomé di Oscar Wilde. Diviso in due atti, il film racconta racconta del Profeta, un terrorista detenuto in un campo di prigionia in Medio Oriente così chiamato perché trascorre le giornate a predire un futuro senza più guerre e violenze, e di Salomé, figliastra del comandante del reggimento. E lo fa immergendo la narrazione in un’atmosfera fantastica, pur mantenendo il contesto realistico, con chiari riferimenti al cinema surrealista di genere. Avvolto da un misterioso deserto a metà tra sogno realtà, il film mette in scena lo scontro tra bene e male, tra amore e morte, visto con l’occhio stravagante del regista.

Seuls les pirates, Gaël Lépingle – Nuove Visioni

La riqualificazione del territorio, i nuovi progetti urbanistici e l’era delle grandi metropoli rischiano di minare le periferie e i piccoli centri sociali. È la storia di questa emarginazione al centro di Seuls les pirates, affrontata dal regista Gaël Lépingle con uno sguardo davvero originale. La storia di Géro è una commedia drammatica, ma anche una fiaba dei nostri tempi: il racconto di un reietto a cui non resta altro che provare a diventare un pirata scava nel profondo della condizione di chi è vittima di ingiustizie sociali.

Serpentario, Carlos Conceição – Nuove Visioni

Un viaggio di formazione raccontato attraverso paesaggi e voci, alla ricerca di un misterioso passato. Una storia fantastica ma anche autobiografica. Serpentario è un susseguirsi di sequenze di viaggio come fosse un moderno diario di bordo, trasmettendo in modo diretto le sensazioni del protagonista. Un progetto unico nel suo genere, che si avvale di una fotografia mai spettacolare, e proprio per questo incredibilmente naturalistica. Nella magia di un lungo itinerario che sembra perdersi nel tempo e nello spazio, viene da chiedersi se la cosa che conta è davvero ciò che si trova all’arrivo…

Giulia Crippa