Donne coraggiose, pronte ad affrontare una sfida, donne in protesta contro la violenza e contro le differenze di genere. Sia dietro che davanti alla camera sono loro le vere protagoniste dello Sguardi Altrove Film Festival che, giunto ormai alla sua 24esima edizione, ha tinto di rosa Milano dal 12 al 19 marzo.

«Niente “rose e violini” per l’8 marzo 2017» recita l’introduzione al festival della direttrice artistica Patrizia Rappazzo, facendo riferimento alle numerose proteste che hanno unito tutte le donne del pianeta sotto lo slogan Ni una menos, “Non una di meno”. Sguardi Altrove, oltre a voler richiamare l’attenzione sul ruolo della donna nell’industria cinematografica, vuole fotografare l’attuale condizione femminile attraverso l’approfondimento di alcuni temi specifici come il femminicidio, il cyberbullismo e l’apertura a una società multiculturale. Oltre 60 titoli di cui 25 anteprime per un nuovo cinema al femminile, testimone della necessità di un nuovo e più sensibile punto di vista sul mondo. In programma tre concorsi internazionali: Nuovi Sguardi (lungometraggi), Le donne raccontano (documentari) e Sguardi (S)confinati (cortometraggi). Una sezione a parte è stata riserva a #FrameItalia, il concorso dedicato al Premio del Pubblico.

Nuovi Sguardi – Lungometraggi
Da sempre paladino delle novità, Sguardi Altrove propone in questa sezione esclusivamente pellicole di registe esordienti, che aprono finestre sul tema della differenza di genere e offrono nuove strade narrative e compositive, che producono film particolari e alle volte spiazzanti.
L’indomptée della regista francese Caroline Deruas è la cartina tornasole dell’anima del festival. La debuttante, capace di una tecnica degna dei registi più navigati, indaga il misterioso legame che sussiste tra arte e surreale, ricoprendo ogni elemento del film con una patina fantastica straniante e seducente. Grazie all’incredibile fotografia di Pascale Marin, prorompono sullo schermo la visione, l’allucinazione e il sogno, così che un vortice ipnotico catapulta lo spettatore in un mondo altro: questi squarci d’irrealtà si tingono di un rosso vivace, simbolo di una passione tanto vitale quanto distruttiva.

Le donne raccontano – Documentari
La giovanissima regista Nadya Zakharova riceve il Premio come Miglior documentario con Fire, pellicola dalla grandissima carica emotiva. Ciò che più colpisce del film sono le scelte stilistiche: il bianco e nero e la quasi assenza di dialoghi consentono di concentrare l’attenzione sulle immagini. Così, come in una mostra fotografica, la macchina da presa scorre sui soggetti, la cui bellezza artistica si fonde con significati intrinseci non sempre del tutto comprensibili: la risultante è un senso di forte attrazione, di fascinazione. Fuoriuscendo dalla tradizione del documentario, la Zakharova non rappresenta luoghi o persone concrete ma ricerca l’antirealtà, unendo la suggestione emotiva all’estetica pura.

Sguardi (S)confinati – Cortometraggi
L’intenzione di Sguardi Altrove è quella di far riflettere lo spettatore su alcuni temi significativi come la morte, le diversità culturali, la solitudine e la memoria attraverso una serie di corti dalla sottolie ironia. Il cortometraggio vincitore del premio della giuria, Stella Amore di Cristina Puccinelli, rispecchia questa volontà e racconta una storia di speranza e disillusione, quella di una giovanissima attrice sul set del suo primo film. Ma si pensi anche a The Chop dell’inglese Lewis Rose, che analizza il tema delle differenze culturali e religiose attraverso le divertenti vicende di un macellaio kosher costretto a lavorare in una macelleria palestinese. Non mancano opere più impegnate, come lo sperimentale La Dada di Anka Schmid o Chudala di Maaria Sayed, incentrato sulla questione della riassegnazione di genere.

#FrameItalia – Premio del Pubblico
Per la sezione dedicata alla votazione del pubblico sono stati selezionati film che affrontano storie di riscatti difficili, incentrate su personaggi accomunati da una svolta che nasce innanzitutto dalla propria interiorità. Ciò che affrontano questi protagonisti è una presa di coscienza, un mutamento nel carattere, una vittoria ottenuta in modo non convenzionale, lottando contro il pregiudizio ma anche contro le proprie convinzioni. 
Vincitore di questa sezione è stato l’esordiente Gigi Roccati con Babylon Sisters, fiaba contemporanea di un gruppo multiculturale d’inquilini di un palazzo nella periferia di Trieste. In questo luogo musica e poesia diventano l’unico possibile linguaggio comune di uomini e donne di diversa origine ed età ma uniti contro le ingiustizie. Al centro della vicenda Kamla, giovane immigrata indiana, che farà da tramite per questa nuova alleanza e convivenza.

All’interno di un panorama cinematografico sempre più legato al guadagno facile, Sguardi Altrove invita ogni anno gli amanti del cinema a ricercare bellezza e profondità nell’innovazione e, perché no, nella non piena maturità di una pellicola che contiene in nuce la voglia di trasmettere importanti spunti di riflessione e il desiderio di emozionare.

Elia Altoni e Anna Magistrelli