Voto

5

Diretto da Greg Barker – che nel 2009 ha realizzato un documentario omonimo, disponibile sempre su Netflix –, Sergio affronta la figura di Sérgio Vieira de Mello, diplomatico delle Nazioni Unite ucciso nel 2003 durante un attentato alla sede ONU di Baghdad. La storia si struttura per balzi temporali e spaziali, muovendosi principalmente tra Baghdad e Timor Est e tra le vicende pubbliche la storia d’amore tra il protagonista (Wagner Moura) e la collega Carolina Larriera (Ana de Armas). Il film restituisce la forte personalità del protagonista, un uomo che deve gestire quotidianamente delicate missioni di governo in Paesi devastati dalla guerra, senza mai dimenticarsi di dare voce e ascolto ai bisogni di tutti, partendo dai più deboli, dimostrando un’eccezionale umanità e un grande coraggio.

Ma col procedere della narrazione, questo aspetto tende a scomparire a causa di una sovrapposizione confusa di situazioni diverse (il rapporto tra Sergio e i figli, la storia con Carolina, le tensioni con il governo degli Stati Uniti, il Timor Est, la Cambogia, ecc.). Così, a scene ben strutturate a livello narrativo e dense di significato, se ne alternano di superflue, frettolose ed eccessivamente romanzate. Al film manca infatti un equilibrio tra gli elementi narrativi, e finisce per trattarne alcuni con eccessiva superficialità, fino a perdere di vista la questione fondamentale: la lucidità sul lavoro, l’empatia umana e gli ideali di de Mello.

Giulia Crippa