Voto

2

Sconnessi, il nuovo film di Christian Marazziti, trasporta lo spettatore all’interno di una casa senza segnale telefonico abitata da una famiglia borghese dipendente dagli smartphone.

Il tema che percorre l’intero film è la critica sociale all’utilizzo eccessivo dei cellulari fino alla perdita della connessione con la realtà circostante. Il regista prende sulle proprie spalle un grosso peso, cercando di rivolgere una critica a questa dipendenza attraverso l’analisi dei vari personaggi rinchiusi in questa villa isolata, sottolineando i divari che ci sono tra le varie generazioni che la abitano. Il film, però, non riesce nel suo intento e scivola in una retorica qualunquista a cui si aggiunge a una pessima scrittura dei dialoghi e una comicità che non si può paragonare nemmeno a quella dei fratelli Vanzina.

Un film che strizza apparentemente l’occhio a Perfetti sconosciuti ma subito dopo i primi minuti emerge la differenza qualitativa: la stessa strategia di Genovese di puntare sul cast viene inficiata da una scrittura debole e prove attoriali pessime. Sconnessi poteva rappresentare un ottimo prodotto critico verso la nostra società ipermedializzata, ma finisce per essere un film piatto, dalla comicità banale e noiosa.

Marco Severini

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