Voto

6

Nel 2014 Schoolboy Q pubblicava Oxymoron: uno spaccato nudo e crudo dei momenti personali di un uomo che non riusciva a stare lontano dal lean e dai brutti vizi che, parole sue, avevano “fortemente influenzato la sua produzione artistica”. Cinque anni più tardi arriva Crash Talk, che in un certo senso vuole chiudere il cerchio: Quincy Matthew Hanley è un uomo che non potrà mai tagliare definitivamente i ponti con il proprio passato, ma sa che mettere davanti la famiglia e la musica lo può aiutare a risalire dal baratro (la dimostrazione a è quel trionfo di profondità che è Blank Face LP, tappa intermedia tra Oxymoron e Crash Talk).

Lungo le 14 tracce della sua ultima fatica, Schoolboy Q si infila con il suo flow tra le pieghe di tracce ricche di batteria e downtempo (Tales) ed esplode rime tra i flauti distorti di 5200. Q si cala poi con decisione e padronanza tra i synth in stile west coast di Lies e insieme altri due L.A. finest come Ty Dolla $ign e YG si interroga sul presente, autoproclamandosi uno dei pochi a essere rimasto genuinamente fedele al proprio percorso, lontano dai filtri di Instagram e dalle hit radiofoniche.

Ma quindi è tutto oro quello che luccica? Assolutamente no, perché il fan della prima ora non troverà bangerz come Man of The Year ma qualche riempitivo di troppo (la parte di Travis Scott in Chopstix è talmente anonima da appiattire anche la tecnica di Q). Pur mettendo da parte un po’ di quella rabbia che lo identificava, Schoolboy Q non stupisce né delude.

Matteo Squillace