Voto

5

Sausage Party ripropone lo stesso story concept di numerosi film Pixar: cosa accadrebbe se gli oggetti inanimati – il cibo in questo caso – provassero emozioni? L’idea è già di per sé assurda e gli sceneggiatori Seth Rogen e Evan Goldberg ci hanno messo del loro per creare qualcosa di agghiacciante, che lascia gli spettatori sbigottiti.

Apoteosi del food porn americano, e non solo in senso metaforico, Sausage Party mette le mani avanti fin dall’inizio: nonostante la sottile censura implicita, il film è vietato ai minori di quattordici anni in Italia e di diciassette negli USA. Dimenticatevi dunque il solito perbenismo dei film Disney Pixar: Sausage Party è un dissacrante bombardamento di situazioni politicamente scorrette che non divertono e non fanno ridere, pullulante com’è di gag al limite del noioso.

Il film istiga all’ateismo ed esorta a un nichilismo edonista che non viene, però, affrontato fino in fondo. La vita all’insegna degli eccessi che gli autori propongono, infatti, risulta debole e vana, soprattutto per quanto riguarda le scene di sesso, al limite del nauseante. Anche l’oggetto della polemica contro le fedi religiose è talmente sterile e banale che fatica a trovare un corrispettivo nella nostra società ormai secolarizzata. Il finale aperto e un po’ vigliacco lascia dunque intendere che neanche gli autori stessi volessero prendersi la responsabilità dei messaggi ideologici del film – è pessima, ad esempio, la scelta di rappresentare l’eroina come “pozione magica” per vedere la realtà come è davvero –, preferendo adottare un atteggiamento ambiguo, che porta lo spettatore a dubitare continuamente su cosa sia giusto o sbagliato.

Giacomo Frigerio e Federica Romanò