Voto

8

Sarah & Saleem racconta la storia di una qualunque relazione extra-coniugale: Sarah (Sivane Kretchner) è la proprietaria di un bar e ha un marito assente, Saleem (Adeeb Safadi) è il fattorino che la rifornisce ogni mattina, logorato dalle preoccupazioni per i soldi e con un figlio in arrivo. La sera si ritrovano nel furgone di lui per dimenticare tutto, abbandonandosi alla passione. Il bar, però, è a Gerusalemme, lei è israeliana e lui palestinese. Il conflitto viene sentito dai protagonisti nella vita di tutti i giorni, e il film si sofferma su quanto sia impossibile vivere in quei luoghi senza avvertire gli innumerevoli confini, fisici e mentali, che dividono la città e tutti i suoi abitanti.

La situazione precipita all’improvviso quando, a causa di un malinteso coperto con una falsa dichiarazione, Saleem viene arrestato e Sarah messa sotto indagine. Così gli sforzi per tenere nascosta la relazione si mischiano a quelli per provare la loro innocenza, con la conseguenza di ingigantire sempre più lo scandalo, fino a coinvolgere i rispettivi coniugi. È in questo contesto la moglie di Saleem, Bisan (Maisa Abd Elhadi), inizialmente relegata al ruolo di personaggio secondario che suscita solo compassione e pietà, diventa invece protagonista a pieno titolo, prendendo in mano la situazione con intraprendenza e grande autonomia.

Il modo in cui il film rappresenta i rapporti umani si mantiene lucido e concreto, compreso quello fra Sarah e Saleem, che non scivola mai nell’idealizzazione. C’è sicuramente affetto fra i due, ma la loro rimane una semplice relazione fisica, senza la pretesa di trasformarla in una tormentata storia d’amore da romanzo rosa. L’intreccio, ben costruito, pone infatti le basi una tensione che esula dal loro rapporto intimo e cresce sempre di più, fino ad esplodere e coinvolgere l’intera comunità in cui vivono; per poi concedersi un finale aperto e silenzioso.

Clara Sutton