Voto

8.5

Prendete Bon Iver, Chet Faker, James Blake e John Legend e fondeteli in un unico personaggio: Sampha è la risultante di una miscela di tanti stili diversi confezionati in modo più che originale.

Process è tutto ciò di cui gli ascoltatori avevano voglia da tempo. Dopo aver presenziato in modo quasi onnipresente negli album più amati dalla nuova generazione della black music – Drake, FKA Twigs, Solange, SBTRKT, Kanye e la lista proseguirebbe di molto – il cantautore londinese esce allo scoperto e si fa finalmente protagonista.

Arpeggi, linee pulite di pianoforte e acuti di gran maestria inseriti in un territorio elettronico vengono uniti a testi profondi e coinvolgenti che narrano delle radici familiari, dei primi approcci alla musica e di amori viscerali. Sampha non è pop, eppure potrebbe piacere a chiunque.

Anna Laura Tiberini