Voto

7

C’è voluto qualche mese in più rispetto alle iniziali intenzioni, causa pandemia, ma alla fine Rufus Wainwright è tornato: otto anni dopo Out Of The Game, Unfollow the Rules rappresenta la nuova dimensione artistica del cantautore statunitense.

Le dodici tracce, che paiono divise in tre atti, manifestano una scrittura molto classica ma allo stesso tempo briosa e lontana dallo stile un po’ barocco del suo autore, che ben si addice a una ricchezza sonora spesso costruita su note di pianoforte, ottoni e archi. In quest’ottica, a stupire è Damsel In Distress, costruita per lo più su accordi di chitarra e su una una voce – quella di Wainwright – che riesce ad arrivare sempre in maniera forte e a essere delicata, mantenendo un equilibrio perfetto con la sezione strumentale. Così accade anche nella bellissima Romantical Man e nella ballad Only the People That Love. Se i maestri del cantautorato come Paul Simon e Leonard Cohen rimangono i principali punti di riferimento, in brani come This One’s for The Ladies (THAT LUNGE!) e You Ain’t Big si colgono però differenti eco musicali, dai Beach Boys ai Beatles, a dimostrazione di una consolidata maturità compositiva

Unfollow the Rules prova quanto Wainwright sia talentuoso e poliedrico come pochi altri. Un autore da tenere stretto, nella speranza che si possa presto tornare a sentirlo dal vivo.

Gabriel Carlevale