Rome Independent Prisma Awards è un festival mensile che nasce nel 2018 con un obiettivo chiaro e necessario: dare visibilità a tutti quei film indipendenti provenienti da ogni parte del mondo che rimangono imbriglianti nelle macchinose dinamiche di distribuzione, diventando praticamente introvabili.

A causa della situazione attuale che ormai ben conosciamo, con i chiusi cinema da un anno – salvo una breve pausa estiva – e ogni tipologia di evento bloccato, il Rome Independent Prisma Awards ha assunto una veste virtuale, spostandosi su Twitch per un appuntamento che può diventare una magnifica abitudine: ogni terzo mercoledì del mese vengono mostrati i 5/6 film migliori, presentati e selezionati dal direttore artistico Marcello Di Trocchio (tra i 300 iscritti ogni mese!), proiettandoli in diretta come a un festival cinematografico in presenza, ciascuno accompagnato da un video messaggio in cui il regista risponde a delle domande che inviate dalla redazione – un format che viene trasposto anche sulla IGTV del Festival come 3 Minutes Prisma Talks. Un’alternativa intima e curata alla proposta totalizzante e spesso livellata delle solite piattaforme streaming.

Quindi segnatevi la data per il prossimo appuntamento: mercoledì 17 febbraio 2021 alle ore 21.00 sul canale Twitch del Rome Independent Prisma Awards. Intanto, un assaggio di cosa vedremo.

Make Aliens Dance, Sébastien Petretti, Belgio, 2018, 25’

A un anno dalla scomparsa della piccola Mazzy, la sua famiglia sta ancora cercando di rimettersi in sesto. L’unica cosa che rimane di lei a Lilli (la madre), Dan (il fratello maggiore) e Murphy (il fratello minore affetto da autismo) sono ore e ore di canzoni registrate, mentre sognava di diventare una cantante. Realizzato in modo impeccabile, con particolare attenzione alla fotografia e all’utilizzo della luce naturale, il film colpisce soprattutto per il modo in cui la disabilità viene normalizzata, intrecciandosi alle altre problematiche quotidiane della vita. In Make Aliens Dance, infatti, nessun familiare sembra avere tempo da dedicare a Murphy, le forze per capirne il dolore né la sensibilità per aiutarlo a superare la perdita della sorella.  L’autismo è trattato in modo estremamente naturalistico: si mischia con il degrado, l’ignoranza, l’indifferenza e il dolore.

Wine Lake, Platon Theodoris, Australia, 2019, 9’

Una poetessa irlandese alcolizzata e un giovane artista backpacker suo connazionale si incontrano a Sidney. Due persone apparentemente lontanissime le cui personalità affini riescono a incontrarsi proprio grazie all’arte e alla sua capacità di unire le persone superando ogni incomprensione. Il messaggio di questo corto arriva in modo chiaro e diretto, sollevando però qualche dubbio sulla natura della loro affinità.

Snow Shelter, Robertas Nevecka, Lituania, 2020, 16’

Durante il rigido inverno in una città devastata dalla guerra un uomo deve fare i conti con gli sfollati che si sono insediati nel suo appartamento. I personaggi, rappresentati come figure banskyane dai tratti chiaroscurali estremamente marcati, si muovono all’interno di ambientazioni stilisticamente agli antipodi: nessuno di loro è in armonia con i luoghi in cui è costretto a vivere, nessuno è in grado di ambientarsi e di fare la vita che desidera. Impossibile non immedesimarsi in ciascuno dei personaggi e allo stesso tempo biasimarli uno a uno: in questo cortometraggio non ci sono vincitori, ma solo vinti, persone alla costante ricerca di un modo per sopravvivere, anche travalicando la morale.

Mars Colony, Noël Fuzellier, Francia, 2019, 34’

Logan sta per compiere 16 anni, a scuola è un bullo e la sua situazione famigliare è estremamente complicata a causa della morte della madre e di un padre violento e alcolizzato. L’unico obiettivo di Logan è quello di riuscire a venire selezionato per fare parte della prima colonia di essere umani che verrà mandata su Marte entro qualche anno. All’improvviso, una sera, entra in camera sua un uomo che sostiene di essere Logan stesso, venuto dal futuro per chiedergli di compiere una missione necessaria a salvare il genere umano. Una volta completata la missione, Logan del futuro porterà con sé su Marte Logan del presente insieme a suo fratello minore. Da questo accenno di trama si intuisce come il film riesca a raccontare con delicatezza la disperazione di un adolescente imprigionato in una realtà opprimente e svilente, disposto ad aggrapparsi a qualsiasi possibilità pur di salvare sé stesso e il fratello. L’elemento forte della narrazione sono proprio i colpi di scena, che arrivano del tutto inaspettati e riescono a mantenere alto il ritmo della narrazione, ribaltandone continuamente le prospettive.

Greta Pelizzari