Voto

8

Due ore e mezza di puro spettacolo, come solo l’entourage di una rock and roll star del calibro di Roger Waters può permettersi: questo è in estrema sintesi Us + Them, ibrido tra docufilm e dietro le quinte dell’ultimo tour dell’ex leader dei Pink Floyd, a cavallo tra il 2017 e il 2018. Pensato e progettato da Water stesso in collaborazione con Sean Evans (già regista del precedente Roger Waters the Wall, 2014), il film non è solo una semplice ripresa in 4K di uno dei live più incisivi della storia della musica.

Landwall mastodontici, suoni cristallini e potenti, slogan di resistenza: ogni elemento del documentario concorre a creare un’esperienza visivamente strabiliante. Il montaggio serrato mantiene il ritmo incalzante del film, che si destreggia magistralmente tra scene del live, backstage e preparazioni vocali di coriste e attori. Ad accogliere lo spettatore sul palco c’è una squadra affiatata, composta da decine di figure che non vengono mai relegate al ruolo di semplici comparse o personaggi in sottofondo: a ogni singolo membro del film viene riconosciuto un valore prezioso, e l’obiettivo della macchina da presa lavora proprio in questo senso. Una volta finito lo spettacolo, il senso di affetto nei confronti di questo branco di “pazzi” – come Roger Waters ama definirli, includendo se stesso – sarà inevitabile e forse vi farà scendere qualche lacrima.

Us + Them porta per mano lo spettatore non solo sul palco e dietro le quinte, ma anche tra la guerriglia urbana dei nostri anni, dove dilagano morte e devastazione, ingordigia e malaffari: una sorta di j’accuse senza filtri di Waters. Durante questo viaggio tra passato e presente, musica e politica, realtà sociale e mondo dello spettacolo, accompagnato dai brani accuratamente selezionati da The Wall, The Dark Side of The Moon e Animals, ci si accorge di quanto la musica dei Pink Floyd sia attuale, senza neanche la necessità una ri-attualizzazione: perché non ha mai smesso di essere contemporanea.

Asja Castelli