Voto

8

Déjà vu, oltre a essere il titolo di un brano dell’album, è la sensazione che molti fan hanno provato al primo ascolto dei singoli (Déjà Vu e The Last Refugee) che hanno fatto da apripista a Is This the Life We Really Want?. Un’impressione, però, che viene smentita da un ascolto più approfondito dell’opera.

Di matrice post-Dark Side Of The Moon, il primo album di Roger Waters dopo un quarto di secolo da Amused to Death suona compatto e collegato da un fil rouge che, soprattutto grazie al lavoro del produttore Nigel Godrich, conferisce all’album un punto di vista contemporaneo, veicolando la percezione dell’ascoltatore sulla contraddizione e la compassione dei testi.
Da Déjà Vu, riflessiva ballata che ammicca a Mother dei Pink Floyd, ai tre brani finali (Wait For Her, Oceans Apart, Part of Me Died), Waters canta d’attualità e dell’impotenza che imperversa nella società moderna, attanagliata dalla psicosi.

Is This the Life We Really Want? è la fotografia di un’epoca in cui Roger Waters non si riconosce, e che descrive come solo lui sa fare.

Christopher Lobraico