Voto

7

Negli anni sono stati prodotti centinaia di film sulla Shoah, tanto che viene spontaneo chiedersi cosa ci sia ancora da raccontare e da aggiungere oltre a quanto hanno già raccontato pellicole del calibro di Schindler’s List, Il Pianista o il recentissimo Il figlio di Saul. Ma se c’è una cosa veramente riuscita in Remember di Atom Egoyan è l’essere riuscito a raccontare la storia da un punto di vista insolito, quello di Zev Guttman (Christopher Plummer), un sopravvissuto allo sterminio ora affetto da demenza senile che, esortato dall’amico Max, decide di compiere un viaggio alla ricerca del soldato delle SS responsabile della sofferenza sua e della sua famiglia.

Christopher Plummer regala l’eccezionale interpretazione di un uomo che, spinto dalla volontà di vendicarsi di chi l’ha ingiustamente fatto soffrire, lotta contro i limiti della vecchiaia, la quale gli impedisce di ricordare e lo costringe a leggere ripetutamente la sua storia e il suo scopo nella lettera di Max. Lo spettatore, così, viene trasportato in un viaggio attraverso l’America in autobus, taxi e treno, in una dialettica continua tra la desiderata vendetta e il doloroso passato; un percorso che porterà infine Zev a un inaspettato finale a sorpresa.

Il regista Atom Egoyan e il compositore Mychael Danna tornano per l’ottava volta a lavorare insieme alla realizzazione di un film in cui la regia classica discreta ma mai sorprendente del primo è in armonia col minimalismo musicale di quest’ultimo, ottenendo un risultato ben fatto ma non indimenticabile. Remember riunisce inoltre un cast spettacolare in un film che porta a riflettere su cosa siano l’umanità, la vendetta e il perdono, ripercorrendo una storia che abbiamo già sentito tante volte ma che non dovrà mai essere dimenticata. L’ennesimo film che insiste sull’importanza della memoria, incarnata dall’anziano Zev che, pur avendo vissuto in prima persona gli orrori della Shoah, rischia di perderne definitivamente la preziosa memoria.

Alessia Arcando