Voto

7

Day of the Dead doveva essere un semplice tributo di una decina di tracce ai Grateful Dead, ma è finito per diventare un progetto dalla portata ben più ampia: Aaron e Bryce Dessner, i fratelli dei The National, hanno curato un lavoro di cinque ore che coinvolge chicche del rock (soprattutto americane) e 59 cover di brani dei Grateful Dead. Oltre a coinvolgere una più recente fiumana indie da Courtney Barnett, War On Drugs, Kurt Vile & The Violetor e Real Estate a Sam Amidon, Bonnie Prince Billy, Flaming Lips e Shura, nell’album compaiono anche nomi più maturi come Lee Ranaldo dei Sonic Youth, Wilco e Lucinda Williams.

Day of the Dead, dunque, è un tributo a una grandissima band americana e al contempo una raccolta di pezzi altrettanto grandi, forse un po’ impolverati dal tempo che avanza ma meritevoli di essere ascoltati almeno una volta nella vita. L’album, che si snoda tra tradizione rock, pop e sperimentalismo, è uno di quei lavori da lasciar scorrere per permettere a ogni suo minuto di stupire, di far scoprire o tornare alla memoria grandi brani e artisti, magari durante un bel viaggio.

Valeria Bruzzi