Voto

5

Il nuovo millennio è stato teatro di un’inaspettata fioritura di gruppi metal che, pur rimanendo ancora legati alle ultime influenze dell’ondata nu metal degli anni 90′, hanno saputo sperimentare ottenendo risultati spesso molto soddisfacenti e apprezzati dal pubblico. Gli americani Red Fang rientrano in questa grande famiglia, al pari dei grandi gruppi dai quali traggono evidenti spunti.

Fin dal loro esordio nel 2009, con il loro omonimo album, i Red Fang hanno saputo definire un proprio stile, chiaramente ispirato a gruppi come i Mastodon e allo stoner rock. Only Ghosts riconferma il gruppo come saldo esponente di questa corrente, adottata però senza apportarvi particolari novità o elementi di eccellenza.

Il pregio del disco è la sua capacità di intrattenere: le dieci tracce solide, arricchite da melodie e riff decisi, trascinano facilmente chi ascolta. Risulta difficile, però, distinguere un pezzo dall’altro a causa della loro eccessiva somiglianza e delle sonorità sature di distorsione, appesantite ulteriormente dalla voce sporca del cantante. I ragazzi di Portland hanno già dimostrato la loro abilità, ma quello di cui hanno bisogno ora è un salto stilistico.

Leonardo Fumagalli

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