Saoirse Ronan, classe 1994, ha iniziato la sua carriera a soli 9 anni. Nota per aver interpretato la dolce Susie Salmon nel film Amabili Resti, in cui trasmetteva tutte le sfaccettature e le stratificazioni di una protagonista complessa, ben lontana dai soliti cliché, ha dimostrato di essere un’attrice versatile con il successivo Hanna (Joe Wright, 2011), in cui veste panni completamente diversi rispetto ai film precedenti.

Prima di questo film, l’abbiamo sempre vista indossare i panni della ragazzina sognatrice e romantica. Nel suo esordio al cinema, nel lontano 2006, nel film 2 Young 4 Me – Un fidanzato per mamma, interpretava la figlia di Michelle Pfeiffer, Izzie, un’adolescente romantica in preda alla sua prima cotta. L’anno seguente, interpretava Briony Tallis, una ragazza intelligente con una fervida immaginazione. Nel 2008, nel film Ember – Il Mistero della Città di Luce veste i panni della dolce Lina Mayfleet, un’orfana che si prende cura della sorella minore Poppy e della nonna. L’anno successivo, ha il volto di Susie Salmon, la tenera adolescente brutalmente violentata e uccisa. Interpretando Hanna Heller, invece, Saoirse Ronan ribalta radicalmente il mood: per la prima volta è una ragazza non solo ribelle, ma anche violenta e aggressiva. Date le numerose scene di combattimento del film, l’attrice ha dovuto allenarsi duramente per prepararsi a interpretare un ruolo così dinamico e fisicamente impegnativo.

Hanna Heller è un’adolescente cresciuta in Finlandia con il padre Erik, ex agente della CIA. L’uomo addestra duramente la figlia per renderla una pericolosa assassina e usarla per vendicarsi dell’ex collega Marissa, responsabile del suo allontanamento dai servizi segreti e determinata a uccidere Hanna. Ci troviamo quindi nel campo del thriller d’azione, ma il film presenta al suo interno una struttura allegorica da fiaba moderna, in cui diverse componenti visivi-narrative rimandano al romanzo Alice nel Paese delle Meraviglie. In primis, sono gli elementi scenografici a influenzare psicologicamente lo spettatore: il bosco, dove Hanna vive col padre all’inizio del film; l’oggetto magico, ovvero il pulsante che, una volta schiacciato, la catapulta nella civiltà; la strega cattiva, che è la persona che vuole ucciderla, Marissa Wiegler; il lupo, cioè il killer che la insegue; e Hanna, la giovane fanciulla.

Almeno fino all’inizio del film. Effettivamente nella prima parte della narrazione Hanna incarna la tipica fanciulla ingenua, e si atteggia come il personaggio di Lewis Carroll, infantile e sognatrice: vuole a tutti i costi esplorare il mondo, senza preoccuparsi del fatto che, in questo modo, si esporrebbe al rischio di venire rintracciata da Marissa Wiegler. Grazie anche alle sue doti recitative, Saoirse Ronan indossa i panni sia della ragazza della porta accanto sia della giovane donna consapevole e violenta, mentre lo spettatore si ritrova, scena dopo scena, a osservare una figura che è l’anti Alice nel Paese delle Meraviglie ma ne ha le sembianze: non solo sa come affrontare il lupo cattivo, ma addirittura possiede la sua stessa malvagità. Forse, i tempi delle figure femminili indifese e ingenue delle fiabe sono finalmente terminati.

Velitchka Musumeci