Dal 17 al 28 maggio 2022 torna il Festival di Cannes, il “primo festival cinematografico al mondo”, come lo stesso festival ha annunciato nel proprio post di debutto su TikTok, aprendo l’account a marzo 2022 con questo video di saluti che inaugura anche una più stretta collaborazione tra il festival e la piattaforma: TikTok sarà il partner ufficiale del 75° festival di Cannes. Una collaborazione che lancia anche la competizione #TikTokShortFilm, dedicata a cortometraggi realizzati sulla piattforma e della durata compresa tra i 30 secondi e i 3 minuti, a cui si può partecipare semplicemente caricando il video sul social media e aggiungendone l’hashtag dedicato. A valutare i progetti, una giuria d’eccezione formata da Khaby Lame, che su TikTok ha 2 miliardi di follower, e il regista Rithy Panh.

Dopo il veto a Netflix, Fremaux apre le porte del festival a TikTok “con un incredibile entusiasmo”, dichiarando di non vedere l’ora di rivolgersi a un pubblico “ampio, globale e amante del mondo del cinema”, ovvero quello dei creator e della community del social network, in linea con la missione che Cannes si è posta ormai da un po’ di tempo: “Creare e costruire relazioni con le nuove generazioni di appassionati di cinema” e diversificare il pubblico del festival. Per farlo, TikTok sembra il partner giusto. Rich Waterworth, General Manager EU di TikTok, commentando la collaborazione ha infatti parlato di “una passione condivisa tra il festival e il social: quella per i video e per il cinema”, descrivendo TikTok come “la casa per l’espressione autentica e creativa che sta cambiando il modo in cui le persone vivono l’intrattenimento”, quindi il posto giusto in cui possono crescere e svilupparsi le nuove generazioni di registi e cinefili. 

@festivaldecannes

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Ma non è la prima volta che il TikTok diventa parte integrante di un festival cinematografico. Un esempio è l’edizione 2021 di Concorto Film Festival, che tra le rassegne fuori-concorso ha inserito anche il focus “Gen Z – What they care about”, con una selezione di cortometraggi provenienti dalla piattaforma. Come per Cannes, anche la missione di Concorto sembra la stessa: guardare contemporaneamente all’attualità e al futuro dell’arte, della cultura, della società, del cinema e dell’audiovisivo. Attualità e futuro che sembrano risiedere proprio in TikTok: “Continuiamo a innovare per proporre nuove soluzioni e occasioni di intrattenimento per la nostra community, ispirandola per dare voce alla propria creatività”, si legge nel comunicato stampa con cui il social media ha annunciato la collaborazione con Cannes. “Stiamo lavorando a effetti creativi e alla possibilità di creare video più lunghi, per continuare a ispirare artisti, registi e creativi a scoprire, creare e condividere storie che amano”, continua.

TikTok è dunque il futuro del cinema? Impossibile rispondere, ma, di fatto, attualmente l’hashtag ufficiale #TikTokShortFilm sono presenti migliaia di contenuti, per un totale complessivo di quasi 4 miliardi di visualizzazioni— certo, non tutti sono capolavori e molti sono video incentrati su tutt’altro a cui è stato aggiunto l’hashtag solo per ingannare l’algoritmo e fare girare il contenuto il più possibile, ma i numeri restano comunque impressionanti. Accedere alla dashboard dell’hashtag è come entrare in una sezione di TikTok dievera da quelle che vediamo di solito: senza effetti, senza musica, senza trend e soprattutto senza un ritmo frenetico.

Troviamo infatti cortometraggi di tutti i tipi e di tutte le qualità: da format vicini a un prodotto cinematografico tradizionale, a video più in linea coi soliti contenuti di TikTok, da corti color pastello e asmr a video surreali, fino ai video-retroscena in cui si mostra il processo creativo e il salotto diventa un vero set. Ad accomunarli è il fatto di essere stati creati a casa, con lo smartphone e a zero-budget, ma anche la possibilità pressoché illimitata concessa e anzi stimolata dalla piattaforma — sia tramite effetti prodotti all’interno del social, sia tramite app di supporto, come CapCut. A ben vedere, però, contenuti di questo tipo, con uno sviluppo narrativo e una messa in scena in linea con l’approccio cinematografico, sono presenti su TikTok da sempre, da molto prima che Cannes approdasse sul social network. Sono infatti migliaia i videomaker e registi emergenti che, anche senza sfruttarne le dinamiche-trend, scelgono TikTok come piattaforma per condividere i propri lavori.

TikTok non è di certo l’unica piattaforma dedicata all’audiovisivo, ma ciò che la rende preferibile ad altre è la possibilità che dà a chiunque di trovare spazio e di arrivare a un pubblico gigante senza sforzi o centinaia di euro in sponsorizzazioni. Non si può prevedere la direzione che, dietro l’influenza di TikTok, il cinema del futuro potrebbe prendere, né quali creator di oggi saranno effettivamente i registi o gli attori di domani – anche se gli infiniti trend di questo tipo mostrano che qualcuno ci proverà. Gli aspetti in cui però risiede sicuramente il valore aggiunto di TikTok sono la democratizzazione e la semplificazione del processo e di ideazione, creazione e montaggio dei contenuti audiovisivi e, soprattutto, lo stimolo all’innovazione e alla sperimentazione continua che la piattaforma incentiva costantemente.

Geremia Trinchese