Voto

6.5

Quello che non sai di me di Rolando Colla, presentato nella sezione Proiezioni Speciali all’ultimo Zurich Film Festival, è il racconto intimo della storia d’amore fra due anima sole: Ikendu, un immigrato del Mali, e Patricia, una donna di origine ceca e madre di due figlie. Il loro è un colpo di fulmine che li porta a sposarsi in pochissimo tempo; ma a sconvolgere la felicità della coppia è l’arresto di Ikendu, accusato di aver trafficato illecitamente stupefacenti. Il regista svizzero porta sullo schermo un amore dalla potenza evocativa, mantenendola completamente e sapientemente implosa nel suo dirompete impatto sociale. Ikendu e Patricia sono infatti due esuli, simboli della condizione di instabilità caratteristica dell’uomo nell’era contemporanea; e anche il loro amore assume di conseguenza i tratti di qualcosa di incomprensibile, indefinibile.

Nel film vengono a dialogare due diverse declinazioni del concetto di abbandono: se Ikendu è solo “per definizione” in quanto emigrato; Patricia lo è non solo socialmente, ma anzitutto intimamente, diventando così l’emblema dell’assenza tanto di giustizia sociale quanto di etica morale. Di conseguenza il film si sofferma a riflettere sulle dinamiche del White Privilege e del razzismo endemico, che portano Ikendu a scappare da un destino che per lui – uomo di colore in un paese a predominanza bianco – pare già scritto, e non gli resta altra scelta per condurre una vita dignitosa.

La storia d’amore raccontata da Quello che non sai di me ci pone di fronte a un dilemma etico ed esistenziale: nel momento in cui incontriamo una persona e inizia a instaurarsi un rapporto intimo, quanto serve davvero conoscere il suo passato?

Davide Spinelli