Voto

8

Con What You Gonna Do When the Grid Goes Down?, il nuovo album dei Public Enemy uscito lo scorso venerdì, sembra di tornare negli anni Ottanta, quando Chuck D e Flavor Flav sentenziavano, su beat hardcore, barre taglienti contro i mass media e il razzismo. La sensazione è che l’attitudine dei Public Enemy non sia cambiato di molto, e che l’album suoni molto simile a It Takes a Nation MIllions to Hold Us Back (1988). L’etichetta è sempre la stessa, la Def Jam Recordings, però gli anni sono cambiati e l’album è più attuale che mai: non sono i Public Enemy a essere rimasti bloccati nei famigerati anni Ottanta, è il mondo in cui viviamo che è rimasto miserabilmente lo stesso.

Chuck D e Flavor Flav non hanno perso il sentimento di ribellione dei precedenti album, e il remix di Fight The Power ne è una dimostrazione. Tuttavia, se nel 1989 i Public Enemy rappavano per la morte di Michael Griffith, nel 2020 gli stessi artisti ricordano Breonna Taylor. Per i Public Enemy la storia non è cambiata: non c’è giustizia perché il sistema è corrotto e ciò si manifesta senza vergogna nell’abuso di potere da parte delle forze dell’ordine, e nella presidenza di Donald Trump: “Whatever it takes, rid this dictator/White house killer, dead in lifelines/Nazi gestapo dictator defended/It’s not what you think it’s what you follow” (State Of The Union feat. DJ Premier). Il mondo sembra sgretolarsi completamente, cadendo in mille pezzi sul groove funk di George Clinton in GRID (feat. Cypress Hill), traccia nella quale la corruzione raggiunge il sistema dei media, dilagando nel mondo più velocemente di una pandemia: “Digital mental health clinics worse than a pandemic”. Su Toxic e Smash the Crowd (feat. Ice-T e PMD) il gruppo hip hop si lascia andare a una nostalgia che trova massimo vigore in Public Enemy Number Won (feat Mike D, Ad-Rock, Run DMC), brano che respira la gloria senza tempo del successo Public Enemy No. 1 (1987) e celebra con orgoglio l’hip hop old school.

Lo stile senza grazia dei Public Enemy, che fonde hip hop, funk, metal e rock, si presta come la colonna sonora ideale per lo scenario quasi apocalittico raccolto nel disco. Impreziosito da scratch vorticosi e riff di chitarra originali, What You Gonna Do When the Grid Goes Down? è un album che guarda al passato, ma sa anche proiettarsi verso il futuro. Tuttavia, mentre il mondo scivola silenziosamente in un baratro tetro senza via d’uscita, i Public Enemy, ancora più impegnati, sinceri e inflessibili tornano a dirci che la vita che stiamo vivendo è il Matrix dei fratelli Wachowski.

Deborah Cavanna