Voto

7

È possibile raccontare uno spaccato di realtà, passando anche per la finzione, in appena trenta minuti? Probabilmente è questa la domanda da cui sono partiti i registi Gianfranco Bonadies e Paolo Martino per costruire il cortometraggio Pratomagno, presentato in anteprima allo scorso 5° Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo, Immagini dalla Realtà (Milano).

La risposta? Decisamente sì. Il film catapulta immediatamente lo spettatore dentro alla storia di Alberto e Sulayman, un bambino toscano e un ragazzo del Gambia: una coppia di amici così diversi tra loro, eppure così straordinariamente e sinceramente uniti. Dispersi nelle campagne tra l’aretino e il fiorentino, affrontano le questioni più complesse dell’attualità italiana e non, insieme ai protagonisti e agli altri personaggi (la famiglia di Alberto, contadini e pastori). L’immigrazione clandestina e gli sbarchi, ma anche il clima, l’inquinamento, il presente ed il passato. Al racconto del reale si accosta infatti la narrazione di un ipotetico futuro, rappresentato da un cartone animato che vede come protagonista un uomo adulto (Alberto?) di ritorno al suo luogo d’origine, vittima dei disastri ambientali.

Nessun lieto fine. Rimane solo una dichiarazione d’intenti velata: l’uomo è artefice del proprio destino, ma anche di quello del mondo che abita. Come diceva qualcuno, restiamo umani, ma i migliori che possiamo essere.

Caterina Prestifilippo