Voto

4

Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno. Con Head Carrier si può dire addio allo storico gruppo dei Pixies: il leggendario Surfer Rosa (1988) è ormai un lontano e sbiadito ricordo.

Head Carrier mescola le sonorità alternative rock e garage d’esordio a un kitchissimo pop e persino al metal più pacchiano (Baal’s Back): è come se i Pixies perdessero di traccia in traccia la propria identità. I suoni graffianti e l’ossatura dei brani, invece, ricordano il recentissimo Here (2016) dei Teenage Fanclub, spogliato, però, del suo portamento elegante e di quella contenuta aggressività sempre sul punto di esplodere. Se Here riusciva a creare tensione in brani che arrivavano dritti al punto senza neanche preoccuparsi di creare attese, Head Carrier sprofonda al contrario nell’anonimato, risultando arido di attrattive.

Nonostante momenti come Tenement Song, All I Think About Now e Plaster of Paris non siano completamente da gettare via, Head Carrier è un imperdonabile scivolone della storica band.

Federica Romanò 

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