Voto

6.5

Planare dall’alto sulle cose e non avere macigni sul cuore. Questa è la leggerezza per come la intende Calvino, che diventa il principio fondante della nuova commedia scritta e diretta da Roan Johnson.

La pellicola racconta – in romanesco – il coraggio e l’incoscienza di due adolescenti alle prese con una gravidanza inaspettata, ma sceglie di farlo con un’ironia strafottente che rifugge i patetismi ormai invalsi nella rappresentazione corrente dell’età adolescenziale. Si tratta di un film con molti difetti, primi fra tutti l’ingenuità di una regia ancora acerba e la superficialità in cui talvolta sconfina la leggerezza tanto ricercata, ma non mancano i punti di luce: la scrittura, più efficace della mise en scène, è ben legata e scorrevole, i dialoghi trovano un loro equilibrio nell’armonia complessiva e gli interpreti sono irresistibili.

Schiacciato dalla responsabilità di far parte della selezione ufficiale durante l’ultima Mostra di Venezia, il film si rivela incapace di reggere il peso della qualità e della serietà necessarie alla manifestazione, ma  ̶  bando allo snobismo!  ̶  Piuma riesce in un’impresa altrettanto ardua: far ridere il pubblico festivaliero e questo, se non altro, merita di essere riconosciuto. Tuttavia, l’insegnamento dei protagonisti Ferro (Luigi Fedele) e Cate (Blu Yoshimi) è meno leggero di quanto potrebbe apparire e, forse, oggi avremmo tutti un po’ bisogno di guardare al mondo con simile, affascinante,  leggerezza.

Giorgia Maestri

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