Voto

7

A due anni di distanza dal disco che ne ha segnato l’esplosione mainstream sulla scena, i Pinguini Tattici Nucleari non deludono le aspettative con il quarto lavoro in studio: uscito il 5 aprile per Sony Music Entertainment (prima pubblicazione con una major per il collettivo), Fuori dall’Hype insiste sul carattere radiofonico della band bergamasca, non rinunciando all’attenzione lirica che ne ha caratterizzato l’ascesa.

Il pianoforte della prima traccia omonima lascia intendere da subito la cifra generale del disco: un ritornello appiccicoso, accompagnato però da un contorno armonico ricercato e preciso, apre le danze dando spazio alla più ritmata Antartide. La traccia più intima, Scatole, racconta il rapporto di Zanotti con il padre e il suo disprezzo nei confronti delle aspirazioni musicali del figlio, mentre il funk di Sashimi diverte e coinvolge, ospitando anche tecnicismi strumentali di alto livello. C’è posto anche per l’elettronica in La banalità del mare, che esalta la componente di ironia carissima al songwriting del collettivo, il singolo Verdura sfrutta un ritmo raggaeton in chiave radiofonica, appena prima che la ballata Freddie chiuda l’album con sonorità classic rock anni Ottanta.

Tra rime audaci, tanto pianoforte e virtuosismi di qualità, i PTN dimostrano di essere in grado di sfornare hit popsenza perdere l’originalità dei testi e la cura per i dettagli strumentali e armonici lungo i braniFuori dall’Hype è un ulteriore passo verso il mainstream e consacra la band come una delle realtà più accessibili della scena.

Riccardo Colombo