Voto

7

Lucia (Marta Castiglia) è una “picciridda” di 10 anni che vede i suoi genitori e il suo fratellino partire per la Francia in cerca di lavoro. Così è costretta a vivere con l’aspra e severa nonna, chiamata con rispetto Donna Maria (Lucia Sardo) da tutta Favignana. L’assenza della sua famiglia e i mancati slanci d’affetto verso la nonna sono però compensati dalle attenzioni che le vengono riservate dalle donne della piccola comunità siciliana di fine anni Sessanta in cui vive.

L’universo di Lucia ruota intorno a una femminilità controversa, testarda e in parte ribelle, inevitabilmente maltrattata e piegata da un violento sistema patriarcale. Una gerarchia che è capace di dividere le donne ma anche di avvicinarle inaspettatamente, facendole riconoscere tra loro come simili e solidali a causa del dolore subito. Attraverso Donna Maria e sua nipote il film mette a confronto due generazioni di donne, diverse per via dell’istruzione ricevuta e delle opportunità che la vita ha offerto loro, ma che si ricongiungono purtroppo a causa di un destino nefasto.

Il regista Paolo Licata parte dal romanzo Picciridda di Catena Fiorello per tradurlo in immagini attraverso una regia scarna, che incornicia ambienti poveri ma vibranti, resi vivi da un’umanità che sembra essere stata dimenticata e lasciata indietro dal mondo. La condizione di abbandono, infatti, non caratterizza esclusivamente Lucia ma anche tutti gli altri personaggi, soprattutto gli adulti dai volti duri, segnati da una vita forse troppo ostica e ingiusta.

Francesca Riccio