Voto

6

Dopo il successo di Un gatto a Parigi (Francia 2010), Jean-Loup Felicioli e Alain Gagnol tornano alla regia con un nuovo film d’animazione, Phantom Boy.

Le atmosfere newyorkesi si sostituiscono a quelle parigine in un lungometraggio che ammicca al genere poliziesco hard-boiled, pur mantenendo il gusto fiabesco tipico dei due registi francesi. Il film ricorre anche al genere supereroistico. Leo, il protagonista, ha infatti la particolare capacità di separarsi dal proprio corpo, fluttuando a mezz’aria come un fantasma, e volare per le vie di una Manhattan resa quasi irriconoscibile dallo stile grezzo e astratto di Felicioli e Gagnol, forse più adeguato ad ambientazioni europee.

Privi però di confini precisi, i diversi generi e sottogeneri cinematografici a cui il film attinge (giallo, poliziesco, noir, fantasy, supereroistico) si mischiano e si confondono tra loro in modo poco organico, finendo per cozzare con l’intento generale del lungometraggio: raccontare una fiaba.

Elia Altoni