Voto

7

Peter Doherty sembra volersi finalmente scrollare di dosso l’immagine della rock star eccentrica e problematica: lasciando poco spazio all’apparenza, Hamburg Demonstrations fa emergere l’incredibile talento del musicista inglese. Nonostante non sia l’opera-coronamento di una turbolenta quanto affascinante carriera, il disco regala un nuovo volto a Peter Doherty e un’altra prospettiva dalla quale ascoltare la sua musica.

Doherty gioca abilmente con le strumentali, togliendo e aggiungendo elementi, sovrapponendo o alternando suoni country a variazioni di ritmo, dialoghi tra chitarre elettriche e acustiche, tastiere, fisarmoniche, loop di chitarra, sonorità hawaiane e sintetizzatori (qualche volta spingendosi fino all’uso di voci e suoni campionati); il risultato è un sound denso e compatto. Ma a fare da vero trait d’union di Hamburg Demonstrations è il forte senso di delicatezza e di intimità emanato dai suoni, che commuove e conquista l’ascoltatore.

Federica Romanò