Voto

8

Così come Ulisse traversò le colonne d’Ercole affinchè potesse scoprire il nuovo e l’inesplorato, così Paul Simon cerca oggi di superare i preconcetti del grande pubblico: Stranger To Stranger è un esercizio di stile dedito all’innovazione, nulla a che vedere con gli schemi già espressi con Graceland, ma nemmeno un ritorno alle origini in stile Simon And Garfunkel. In ogni canzone si percepisce il desiderio di Simon di uscire dal coro, di evadere dalle melodie compiacenti, conservando però gli elementi fondamentali della sua personalità musicale multiculturale.

L’album è stato teorizzato nell’arco di cinque anni, anche grazie all’apporto del suo fedele collaboratore Roy Halee, al suo fianco fin dagli esordi, e al contributo dei beat dell’italiano Cristiano Crisci, in arte Clap! Clap! (The Werewolf, Street Angel e Wristband). Tralasciando gli intermezzi strumentali The Clock e In The Garden of Edie, volti unicamente a pacificare l’animo dell’ascoltatore nel corso di un viaggio che prevede numerosi strumenti musicali provenienti da svariate subculture, Stranger To Stranger è un album ricolmo di sentimenti contrastanti, giocati sapientemente sull’alternanza di testi dai tratti tragici (The Riverbank) e romantici (Proof of Love).

Sabino Forte