Voto

7

Brandon Urie colpisce ancora. A distanza di quasi due anni, la band di LA, trascinata dal suo carismatico leader e attualmente unico membro stabile, torna alla ribalta con il quinto album prodotto in studio da Fueled by Ramen LLC e dalla DCD2 – la casa discografica di Pete Wentz dei Fall Out Boy, tanto per intenderci.

L’album riprende sostanzialmente le linee guida su cui era stato costruito il disco precedente, Too Weird To Live, To Rare To Die!, ma a fronte di una marcata crescita qualitativa. Anche le tematiche trattate all’interno del disco sono ora più mature, come si può nettamente percepire da una rapida lettura delle lyrics e come ha confermato lo stesso Urie in un’intervista rilasciata al newsmagazine televisivo “Entertainment Tonight” (ET): “This whole album was written at my house where she and I live and it reflects very much the lifestyle I was living [while writing it], which is so different from who I used to be.”

Strutturato in 15 tracce, Death of a Bachelor è un potpourri di emozioni e stili sapientemente orchestrati dal suo abile burattinaio: dalla spumeggiante Crazy=Genius, ispirata allo swing/jazz di Sinatra, passando per la sensuale Death of a Bachelor, ballad in chiave moderna architettata secondo un ingegnoso mix di trombe e un marcato beat hip-hop, per concludersi con Golden Days, ritmata e orientata all’ alternative rock, e con Impossible Year, nella quale un pianoforte e un gruppo di trombe fanno da sfondo alla sontuosa prova canora di Urie.

Sabino Forte