Voto

4.5

In seguito a un ordine disatteso, il tenente Thomas Harp è costretto a sottoporsi a uno speciale addestramento al fianco del suo nuovo capitano, un militare-androide coinvolto in una missione per sventare una misteriosa minaccia nucleare. Su questo trinomio guerra-androidi-epidemia, affrontato in modo banale e superficiale, si innesta una minaccia esterna che, come da tradizione statunitense, è ovviamente quella russa. Questa bozza di trama fanta-politica appena accennata prevede infatti l’incombenza di un piano di controllo russo sui centri di riserva nucleare, situati, altrettanto ovviamente, in Ucraina, e mai smantellati in seguito all’indipendenza della nazione.

I due eroi si dirigeranno dunque in quelle terre, con l’obiettivo di indagare sulle trame segrete legate al nucleare. Se le scene di azione e stealth funzionano, riuscendo a trasmettere un senso angosciante di adrenalina e tensione, gli intermezzi dialogati tra una e l’altra risultano poco efficaci, facendo calare il ritmo e aggiungendo ben poco alla caratterizzazione dei personaggi e all’intreccio narrativo. Il finale vorrebbe stupire, ma non fa altro che ridurre il calderone di idee abbozzate durante il resto del film a preambolo di una semplicistica parabola morale sul valore dell’essere umano, sempre e comunque al di sopra delle macchine.

Dimenticate quindi il titolo: Outside the Wire è tutt’altro che al di fuori degli schemi tradizionali, anzi, incarna una reiterazione dei soliti luoghi comuni e delle solite comfort zone, permettendo al pubblico più pigro e abitudinario di sentirsi al sicuro senza mettersi in discussione.

Federico Squillacioti