Pianura innocente, Francesco Bolognesi, Michele Cardano, Italia, 2022 | Nazionali

Già presentato nella ufficiale del Florida Film Festival 2022, Pianura Innocente è un cortometraggio cupo in cui la tensione e l’inquietudine entrano in scena fin dai primi secondi. La vicenda raccontata è fittizia ma ispirata a fatti realmente accaduti: tre ragazzini che stanno trascorrendo una giornata estiva come tante altre vengono improvvisamene interrotti da una telefonata preoccupante, che gli intima di tornare subito a casa perché gira voce che nella zona circoli un assassino a piede libero. Ogni elemento del profilmico contribuisce a creare tensione, dalla scelta del bianco e nero alla costruzione delle inquadrature, fino alla colonna sonora, capace di sottolineare i momenti più cruciali.

Faccia di cuscino, Saverio Cappiello, Italia, 2022 | Nazionali

Unico cortometraggio italiano selezionato al Locarno Film Festival 2022, Faccia di cuscino è un corto credibile e autentico che prova a rispondere alla domanda: “Fino a dove ci si può spingere pur di essere accettati?” Attraverso una regia semi-documentaristica che segue i tre protagonisti a distanza ravvicinata, il film si concentra sul più piccolo dei tre, che decidere di compiere un gesto inaspettato ed estremo per venire finalmente preso in considerazione dai due amici più grandi, stanco di essere deriso e isolato.

Acqua che scorre non porta veleno, Letizia Zatti, Italia, 2021 | Nazionali

Cortometraggio intimista già in concorso al Rome Independent Film Festival, si concentra sull’elaborazione del trauma, nello specifico la fine di una relazione che ha lasciato una ferita aperta nella protagonista. Così, decide di intrufolarsi di nascosto nell’appartamento in cui viveva con l’ex, nel tentativo di superare il trauma affrontandolo di petto, attraverso un’immersione catartica. Centrale è il ruolo della casa, nido d’amore prima e luogo dell’assenza ora, mostrata piena e illuminata durante i flashback della relazione, buia e quasi spettrale dopo la fine dell’amore.

Creatura, Giada Bossi, Italia/Francia, 2021 | Nazionali

In questa opera prima urbana e coraggiosa, presentata anche al Cortinametraggio, la protagonista è una giovane emarginata e taciturna che inizia a essere ossessionata da un’altra ragazza più popolare. Attraverso le diverse fasi di un rapporto tossico e pericoloso, il corto innesca una riflessione su come l’ossessione di integrarsi in un gruppo e il rapporto morboso con un’altra persona possano cambiare la propria identità in maniera drastica e radicale, fino a snaturarla nel profondo. Le conseguenze possono essere gravi, irrecuperabili, e il finale spiazzante e spietato mostra proprio come sia difficile, se non impossibile, porre rimedio.

Ofelia, Pierfrancesco Bigazzi, Italia, 2021 | Nazionali

In questo cortometraggio intimo e personale, il regista omaggia la nonna Ofelia ritraendola nella sua quotidianità. Ragionando sul significato della memoria –  quella di una vita passata il cui ricordo sta piano piano sta scomparendo -, il cortometraggio assolve quel compito antico e primario del cinema di superare il “complesso della mummia”, imprimendo attraverso le immagini un segno permanente nella fugacità del tempo che passa. La macchina da presa non tralascia alcun dettaglio, a partire dal viso e dal corpo dell’anziana signora, per volgersi poi agli oggetti che costellano la sua casa. Si genera così un microcosmo denso di significati strettamente personali, trasmessi con grande tenerezza.

Tria – Del sentimento del tradire, Giulia Grandinetti, Italia, 2022 | Nazionali

Selezionato in concorso nella sezione Orizzonti al Festival di Venezia 2022, Tria è un cortometraggio drammatico dalle atmosfere cupe, ambientato in una Roma distopica dove le famiglie immigrate possono avere solo tre figli: alla nascita del quarto, uno degli altri tre deve essere sacrificato. La vicenda fittizia, raccontata dal punto di vista di una delle protagoniste, viene resa più credibile e crudele grazie all’intensa interpretazione di Irene Casagrande. Attraverso immagini molto significative, di cui alcune dalla valenza metaforica ed onirica, vengono toccate diverse tematiche importanti come la famiglia, l’amore, il sacrificio e soprattutto il tradimento.

Warsha, Dania Bdeir, Libano, Francia, 2022 | Internazionali

Miglior Cortometraggio Internazionale al Sundance Film Festival 2022 e selezionato in molti altri festival internazionali, Warsha è un inno alla libertà di potersi mostrare per ciò che si è. Mohammad, un operaio a Beirut, nutre la necessità di esprimere la propria vera natura e riesce a farlo solo su una delle gru più alte di tutto il Libano, lontano da occhi indiscreti e dalla claustrofobia della vita quotidiana. Le vertiginose riprese che sovrastano la capitale libanese restituiscono così tutto il senso di libertà e pace interiore del protagonista.

Heartbeat, Michèle Flury, Svizzera, 2022 | Internazionali

Già presentao nella selezione ufficiale del Locarno Film Festival 2022, dove è stato premiato con il Best Swiss Newcomer Award, Heartbeat è un corto delicato e intimo che semina diversi spunti di riflessione sul diritto all’aborto, insieme a tutto ciò che comporta. Fulcro narrativo è la scelta di interrompere la gravidanza da parte di una delle protagoniste, a cui segue il rapporto complicato tra lei e un’altra del gruppo, tra complicità, attrazione e attriti. Tenendo la macchina da presa molto vicina ai volti e ai corpi, la regista cerca di penetrare l’interiorità dei soggetti per comunicare anche quello che non viene espresso a parole.

Wild is the Spring, Adla Massoud, Stati Uniti, 2021 | Internazionali

Cortometraggio documentario ambizioso, già vincitore di diversi premi internazionali, racconta, attraverso una narrazione episodica, storie di persone provenienti da paesi diversi del mondo, tra cui Libano e Iraq, la cui vita è stata condizionata e annientata dall’ISIS o da conflitti civili interni. Le parole dei protagonisti, che raccontano le condizioni disperate in cui vivono e i traumi che hanno dovuto passare, si alternano a riprese mozzafiato di questi paesi e a crude immagini d’archivio per documentare le atrocità causate dai conflitti. Uno sguardo su realtà sociali pervase dalla disperazione, dove speranza e sogni non esistono più.

Memoir of a Veering Storm, Sofia Georgovassili, Grecia, 2022 | Internazionali

Presentato in anteprima mondiale al Festival Internazionale del cinema di Berlino 2022, questo cortometraggio girato interamente in 16 mm si presenta a tratti concreto, con scene molto esplicite che non danno spazio all’immaginazione, e a tratti metaforico e straniante, come solo il cinema greco contemporaneo riesce ad essere. Nei primi minuti la protagonista è una ragazzina che sta scappando da scuola per recarsi in ospedale, mentre alla è a tutti gli effetti una donna: il segreto che custodisce dentro di lei e quello che succede all’interno dell’ospedale determinano il suo passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

Trumpets in the Sky, Rakan Mayasi, Libano/Palestina/Belgio/Francia, 2021 | Internazionali

Menzione d’onore al Toronto International Film Festival per questo cortometraggio d’atmosfera privo di dialoghi ma ricco di emozioni, espresse attraverso gesti e sguardi. La meravigliosa sequenza iniziale introduce subito il pubblico nell’ambientazione, lasciando trasparire nel corso della visione tutta la tristezza e l’angoscia della giovane protagonista, che da un giorno all’altro viene introdotta di prepotenza nel mondo degli adulti per via di una tradizione che la priva della sua vita e della sua libertà. In assenza di dialoghi, il comparto sonoro gioca un ruolo fondamentale attraverso la colonna sonora e i lunghi silenzi, carichi di drammaticità e significato.

Long Line of Ladies, Shaandiin Tome e Rayka Zehtabchi, Stati Uniti, 2022 | Internazionali

Long Line of Ladies documenta un rituale cruciale nella vita di ogni donna Karuk, celebrato in occasione del menarca per segnare il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Questa pratica, interrotta per più di un secolo a causa delle violenze sessuali compiute ai danni delle donne indigene nell’era del Gold Rush, negli anni ’90 è stata reintrodotta grazie ad alcuni discendenti Karuk, che hanno deciso di attualizzarla. Il corto riesce così a instaurare un dialogo intergenerazionale tra tradizione e rivoluzione, affrontando con sguardo lucido, empatico e consapevole un rituale tanto individuale quanto comunitario. Un coming of age che celebra il legame con la natura, il passato e la propria identità, portandoci a mettere in discussione stigma sociali che ci portiamo dietro da ormai troppo tempo.

Belle River, Guillaume Fournier, Samuel Matteau, Yannick Nolin, Stati Uniti/Canada, 2022 | Internazionali

Gli abitanti di Pierre-Part, in Louisiana, vivono sull’orlo del disastro, in una delle zone più a rischio inondazioni del paese. A decidere le loro sorti è lo sfioratore Morganza, un dispositivo in grado di far defluire le acque del Mississippi in modo da salvare alcune città dalle inondazioni incontrollate, ma la cui apertura comporterebbe l’alluvione delle zone più adiacenti al fiume, come quella di Pierre-Part. Il documentario percorre paesaggi spettrali dal fascino apocalittico, dando voce agli abitanti ostinati che non vogliono abbandonare il loro “posto più bello del mondo”, disposti a vivere con l’acqua alle ginocchia pur di non lasciare la propria casa.

Three Grain of Salt, Ingrid Chikhaoui, Francia, 2022 | Internazionali

Cortometraggio di ambientazione familiare tanto delicato nella prima parte quanto duro e spiazzante nella seconda, ha come protagoniste due sorelle: la più piccola mangia tre grani di sale, apprendendo poi dalla sorella più grande che questo la ucciderà. Tra la dimensione del gioco, l’esplorazione del mondo circostante e il tema dei disturbi mentali, l’ombra della morte aleggia sulla famiglia per tutto il corto, fino a materializzarsi concretamente. Oltre al rapporto tra le due bambine, centrale è anche la figura della madre, in particolare l’influenza che ha sulle figlie, tanto nella sua assenza, quanto nella sua presenza caotica e pericolosa.

More Than I Want to Remember, Amy Bench, Stati Uniti, 2022 | Animazioni

Cortometraggio animato vincitore di numerosi premi internazionali, presentato in selezione ufficiale al Tribeca Film Festival e in anteprima europea al Festival di Annecy, racconta in stile documentaristico il dramma di una ragazza del Congo costretta a fuggire da sola dal suo villaggio a seguito di un attacco terroristico. Attraverso la voce narrante della vera protagonista, il racconto è sincero e spontaneo, l’animazione è semplice ed essenziale, e tratta tematiche estremamente importanti come guerre civili, integrazione di minori rifugiati, amore nei confronti della propria terra e speranza di potersi ricongiungere con la propria famiglia.

Garrano, David Doutel, David Doutel e Vasco Sá, Portogallo/Lituania, 2022 | Animazioni

Uno dei cortometraggi più particolari e originali della sezione, misterioso e coinvolgente, rappresenta uno spaccato della realtà povera e rurale del Portogallo. I protagonisti sono padre e figlio che vivono in condizioni di estrema povertà, insieme al loro cavallo di leggendaria razza Garrano, che non desidera altro che la libertà dopo anni di sfruttamento e sforzi fisici insostenibili. Le tematiche, molto care al Portogallo, e la costruzione narrativa solida e accattivante sono sostenute da uno stile di animazione meraviglioso: creato combinando pittura a olio e disegno digitale, il corto risulta a tratti realistico e a tratti artistico, capace di dare vita a dei veri e propri quadri.

Bardo, Aisling Conroy, Irlanda, 2021 | Animazioni

Cortometraggio d’animazione mostrato al Milano Film Festival 2021 e al Tribeca Film Festival 2022, offre molteplici spunti di riflessione attorno al “bardo”, che secondo la tradizione buddista tibetana indica uno stato intermedio e di passaggio tra la morte e la reincarnazione. Il corto paragona così questo momento di passaggio all’evoluzione vissuta dalla protagonista attraverso il confronto generazionale con la nonna, in un mix tra presente e passato, realtà e allucinazione.

Sierra, Sander Joon, Estonia, 2022 | Animazioni

L’animazione di Sander Joon sceglie colori accesi e forme semplici per raccontare un rapporto padre-figlio al tempo stesso bizzarro e familiare. Non è difficile riconoscersi in questo gioco di aspettative, in cui da una parte il padre proietta sul figlio i propri desideri – in questo caso, l’ossessione per le corse automobilistiche – e dall’altra il figlio non chiede che affetto e attenzione, assecondando i genitori in ogni momento. Con movimenti vorticosi e trovate paradossali – i baffi che prendono vita, il piccolo che si trasforma in uno pneumatico -, il cortometraggio si rivela un divertente e originale ritratto di famiglia.

Kevin Cella e Carola Visca