Voto

7.5

Presentato alla scorsa edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione “Biennale College”, la commedia divertente ma sofisticata di Alessandro Aronadio approda ora nelle nostre sale. Infastidito da un fischio alle orecchie, un indolente professore di filosofia tenta di indagarne le cause, incappando in una galleria di personaggi grotteschi e surreali, che sapranno riscuoterlo dal torpore esistenziale in cui fino a quel momento era confinato.

Sin dalla sequenza d’apertura, le scelte stilistiche del regista sorprendono non poco: il formato academy e l’uso del bianco e nero donano una veste estetizzante alla commedia, che da subito si presenta allo sguardo dello spettatore come un prodotto formalmente molto curato. Le frequenti inquadrature a mezzo busto del protagonista, inoltre, lo isolano dall’ambiente e dal resto dei personaggi, accrescendo la sensazione di solitudine e smarrimento; il viso dell’esordiente Daniele Parisi è massimamente espressivo e ben adatto alla parte.

La progressiva apertura del protagonista verso il mondo reale, dapprima disprezzato perché caotico e insensato, è accompagnata dalla graduale estensione del formato dell’immagine, in un moto di dischiusura che vale sia sul piano della forma sia su quello del contenuto. Il finale, attraverso il simpatico espediente dell’elogio funebre a sé stesso, esplicita definitivamente la morale sottesa all’intera narrazione, conferendo al film quelle scintille di intelligenza e arguzia che tra le più recenti commedie nostrane non è tanto facile trovare.

Giorgia Maestri