Voto

8

Ogni volta che Daniel Lopatin, aka Oneohtrix Point Never, annuncia l’arrivo di un nuovo album le aspettative sono altissime. Magic Oneohtrix Point Never non smentisce la premessa ma, anzi, riesce ad aprirsi ad un pubblico più ampio facendo confluire l’elettronica con un pop anni ‘80 attualmente molto in hype.

Il titolo del disco, che si riferisce alla stazione radio Boston Magic 106.7, lascia già presagire il tema della riflessione musicale di Lopatin: la radio come medium perfetto, a cui si può tornare attraverso l’utilizzo di una macchina del tempo nostalgica, futuristica ed utopica. Come dichiarato nella press-release, questa nuova uscita vuole essere un omaggio “alle stazioni easy listening e new age degli anni ‘70 e ‘80, immaginando una stazione che si muove nelle sue parti del giorno, dalla mattina alla sera”. Se questo era l’obiettivo, dunque, è stato ampiamente raggiunto. Le diciassette tracce si susseguono tra synth psichedelici, autotune alienanti e glitch sonori, creando una serie di manipolazioni che riescono a trasportare l’ascoltatore in un universo altro, dove gli oggetti non hanno peso e rimangono a galleggiare sulle onde elettromagnetiche. Rispetto alle sue precedenti pubblicazioni, tuttavia, Lopatin strizza l’occhio al mondo pop grazie a collaborazioni come The Weeknd (No Nightmares) e Caroline Polachek (Long Road Home) e a forti influenze dei Tame Impala, creando neo-psych e avant-pop ballads piacevoli anche alle orecchie dei meno affezionati alla musica elettronica.

Tanto autoreferenziale quanto personale, Magic Oneohtrix Point Never si classifica come una delle pubblicazioni figlie del lockdown più riuscite fino ad ora.

Giulia Tonci Russo