Qual è il più grande tesoro che un uomo possa mai desiderare? Nel mondo di Luffy è il “One Piece”, il leggendario tesoro lasciato in eredità dal Re dei pirati Gold D. Roger. Nonostante nessuno sappia esattamente che cosa sia, per moltissimi fan dell’anime non si tratta di qualcosa di materiale.

La serie, ideata da Echiiro Oda, deve il suo colossale successo ai propri contenuti, che nel 2014 l’hanno portata a vincere il Guinness dei primati per il “Maggiore numero di copie pubblicate di una serie a fumetti da un singolo autore”. Oltre all’incredibile potenza ludica, One Piece, come ogni anime, si basa sulle singole situazioni piuttosto che sugli avvenimenti a lungo termine nel corso delle stagioni. Ed è proprio grazie a quest’impostazione che Eiichiro Oda è riuscito a traslare in mondo semplice ma efficacissimo concetti che riguardano la libertà e la determinazione, facendo sognare intere generazioni di ragazzi.

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One Piece non racconta solo la storia di una ciurma di pirati: tramite la metafora della vita come viaggio, questa “piccola” storia diventa la storia di tutti gli uomini che lottano per la libertà e per realizzarsi. Ma il repertorio di One Piece non si ferma qui: la serie contiene molti riferimenti a film che hanno fatto la storia del cinema, ad esempio a Il buono, il brutto e il cattivo (Sergio Leone, 1966), citato nella saga di Dressrosa

La celebre saga torna in questi giorni a far parlare di sé con One Piece: Gold, il tredicesimo film ispirato all’anime e ambientato a Gran tesoro, la città-nave più grande al mondo e ricoperta interamente d’oro. Oltre a intrattenere il pubblico, a contenere chicche incastonate nella trama principale e altrettanti riferimenti alle vecchie puntate della serie, il film affronta l’attualissimo e spinoso rapporto tra libertà e denaro. In un mondo dominato dal capitalismo, Gold affonda le unghie nella piaga della povertà, sviluppando in un’analisi molto approfondita la questione del materialismo, della schiavitù nei confronti del denaro e del gioco d’azzardo. Per Gild Tesoro (antagonista e proprietario della nave), infatti, che arriva addirittura ad autodefinirsi “un dio”, le persone senza denaro “non hanno potere e meritano di essere schiave dei più potenti”. One Piece riesce, ancora una volta, a essere attualissimo, pur mantenendo la semplicità e l’elemento fantastico, caratteristiche che lo hanno reso uno degli anime più conosciuti al mondo.

Filippo Fante