Voto

5

Se si pensa a Now You See Me 2 – I maghi del crimine viene in mente una parola sola: adrenalina. Pellicole di questo genere, infatti, conducono lo spettatore a uno stato di pura esaltazione, inglobandolo in una dimensione “altra” fatta di giochi di prestigio, colpi di scena ed effetti speciali impensabili – ancora più speciali se si considera che tra i produttori spicca il nome di David Copperfield.

Nonostante il cambio della guardia, il regista Jon M. Chu riesce a reggere il confronto con la spettacolarità di Leterrier nel prequel del 2013: le illusioni create dai protagonisti si susseguono una dietro l’altra con un ritmo serratissimo, messe in risalto anche e soprattutto dalla straordinaria alchimia di montaggio, fotografia e colonna sonora.

Mentre gli occhi del pubblico schizzano da una parte all’altra dello schermo per cercare di comprendere i meccanismi delle continue e incredibili magie, i trucchi vengono prontamente svelati dalla camera, deus ex machina  poco interessato a mantenere il segreto professionale dell’illusionista. L’esigenza di chiarezza e di struttura, però, diventa progressivamente il chiodo fisso di Chu, che cade in un errore comune: in un film basato su velocità, azione e impatto visivo, quale peggior nemico di una trama troppo pesante, infarcita perlopiù di grandi discorsi sentimentali? Il film subisce così un fastidioso rallentamento che ne minaccia l’efficacia complessiva.

Anna Magistrelli