1. Odissea nello spazio

La Terra sta morendo, l’umanità è sulla soglia dell’estinzione. Il Dottor D’Branin (Eoin Macken) e il suo team si imbarcano sulla Nightflyer, la nave più avanzata mai costruita, per raggiungere una misteriosa razza aliena che potrebbe avere le chiavi per la salvezza del genere umano. Tratta dall’omonimo racconto di George R.R. Martin (noto in Italia come Dieci piccoli umani), Nightflyers fonde le atmosfere di 2001: Odissea nello spazio con la spirale di follia di Shiningsenza dimenticare un inquietante setting che sembra uscito direttamente da Alien – per creare un’intrigante atmosfera da horror sci-fi.

2. Nello spazio nessuno può sentirti urlare

Visioni terribili, inquietanti presenze, tanto sangue e un pizzico di body horror. Se l’atmosfera vale il prezzo del biglietto, lo stesso non si può dire del modo in cui viene raccontata: la regia statica si avvale di espedienti triti e ritriti nel vano tentativo di far saltare dalla sedia lo spettatore, confezionando un prodotto di genere incapace di distinguersi per davvero nella massa di produzioni horror.

3. Punto di non ritorno

Il difetto più grave di Nightflyers, però, è nella gestione dei personaggi. Lo showrunner Jeff Bulher dimostra poca disinvoltura nella gestione del suo cast, incapace di costruire un arco narrativo credibile per ciascuno dei suoi componenti. Ogni evoluzione dei rapporti tra i membri dell’equipaggio, ogni svolta narrativa, sembra così arrivare senza essere davvero preparata, privando perfino i colpi di scena della loro efficacia.

4. Redshirts

Avere tra i credits il nome del creatore di Game of Thrones non può che creare nel pubblico un certo tipo di aspettative. Tuttavia, la serie sembra non voler far proprio il mantra dello scrittore americano per cui “tutti sono sacrificabili”, rinunciando a una buona occasione per scuotere le certezze dello spettatore e rendere la paura reale.

5. Salto nel buio

Il viaggio della Nightflyer nello spazio profondo è costellato da scoperte sorprendenti e misteri da svelare e le sequenze più efficaci della serie sono proprio quelle che si spingono dove nessun uomo è mai stato prima. Purtroppo, la sceneggiatura tende a relegare sullo sfondo l’obiettivo della missione che finisce per essere un’appendice narrativa le cui potenzialità restano inespresse.

Francesco Cirica