Voto

8

C’è una sottile linea rossa che collega Zero Kills (2014), Pezzi (2017) e il neonato Mattoni. E cioè che Night Skinny, per orchestrare lavori tanto imponenti, ha sempre seguito il suo istinto e il suo viscerale amore per l’hip hop, creando suoni che richiamassero la cultura primigenia che trasuda da questo genere.

Con i ventisei artisti chiamati in causa dal producer molisano, Mattoni traccia una mappa del rap italiano odierno a tutti i livelli, comunicando in maniera trasversale a generazioni diverse e accostando profili in maniera coraggiosa come in Fumo 1etto. I contributi di ognuno di loro e il lavoro maniacale dietro a ogni traccia si sentono: una catena partita da Noyz Narcos e Luché (che con Skinny ha idealmente poggiato il primo “mattone” del disco, registrando a Brooklyn alcuni pezzi) e ampliatasi nel corso di due anni con star conclamate come Marracash, Fabri Fibra, Rkomi, Tedua ed Ernia, che sono ormai figure consolidate (tutti e tre riuniti in Novità), ai quali si aggiungono i freshman Shiva e Taxi B.

Skinny non si dimentica di cavalcare la scena romana e napoletana, e convoca Geolier, Coco e Ketama126, o gira il mic a favore Madame (.Rosso e la rappresentazione dell’intricato e affascinante dualismo con Rkomi) e Chadia Rodriguez. Il vero trademark di Skinny è da sempre la posse track (lo sa bene chi conosce Indian Tweet Posse), e quindi, arrivati alla fine di questa full immersion elettrica di cinquantadue minuti, ci si ritrova a consumare il tasto play su Mattoni, finendo in fissa per la strofa metà in dialetto casertano, metà in francese di Speranza o lo snob rap di Gué Pequeno.

Matteo Squillace