Voto

9

Ripercorrere la struggente traiettoria dell’album precedente sembrava un’operazione ardua, finché l’ascolto di Tradizione e Tradimento non arriva a smentire questa supposizione: il nuovo lavoro di Niccolò Fabi è un viaggio musicale di quelli che arrivano dentro a scuotere le emozioni più nascoste, quelle spesso taciute e mai esposte.

Rimanendo ancorato alla struttura minimalista più cara, le nove tracce viaggiano parallelamente tra suoni acustici che strizzano l’occhio al cantautorato moderno di matrice americana e l’elettronica ricercata, onnipresente nella discrezione più limpida del suono, che non può prescindere dai Sigur Ros (ispirazione dichiarata dallo stesso autore romano).

“Non è finita, non è finita”, canta Fabi in A prescindere da Me, in quello che sembra un monito molto personale a superare il disarmo della tragedia che lo colpì qualche tempo fa, allo stesso modo un messaggio universale verso il superamento delle difficoltà; se Amori con le ali è forse il tradimento più forte alla sua tradizione (e in questo senso si esplica perfettamente il titolo dell’album), è interessante notare come non manchi la critica sociale, nascosta in maniera perfetta dietro parole dirette nel proprio candore, come nei versi “Comandanti fateci il piacere, se prendete decisioni decisive sulle nostre vite, fatelo soltanto nel momento successivo a un vostro orgasmo”.

Grazie anche alle salvifiche collaborazioni con Roberto Angelini e Pier Cortese, Tradizione e Tradimento è un album incantevole, un inno ad uscire dalle nuove cupe verso l’orizzonte della vita. Un piccolo capolavoro italiano.

Gabriel Carlevale