Dal 26 al 28 luglio nelle storiche cave di estrazione di marmo e granito tra le sponde del Lago Maggiore e la Val D’Ossola (VCO) torna Nextones, il festival internazionale di musica elettronica e arti digitali nato nel 2014 come parte del festival Tones On The Stones. Tre giorni di performance visive e musicali, immersi nella natura, mentre risuona l’elettronica cosmogonica di Caterina Barbieri, o la techno acida di Nina Kravitz, e le pareti rocciose sono invase da visual ipnotici.

Protagonisti di questa edizione alcuni degli artisti più all’avanguardia della scena elettronica internazionale, che attraverso le loro performance multimediali riescono a raccontare le grandi trasformazioni dell’uomo, della natura e della tecnologia. La ricerca sonora di Caterina Barbieri sull’uso creativo delle tecniche di computazione, in grado di innescare nell’ascoltatore allucinazioni temporali e condizioni di estasi e contemplazione, si fonde con l’indagine di Ruben Spini sull’arte sacra e il sentimento religioso in generale, che scardina il linguaggio del documentario per rileggere in chiave cibernetica il rapporto uomo-natura. E poi Amnesia Scanner, duo tedesco fra ricerca sonora e visual design che riflette sulle vulnerabilità di un sistema come quello contemporaneo sovraccarico di informazioni e eccesso sensoriale.

Non solo musica: sarà proiettato Il Capo di Yuri Ancarani, il videoartista classe 1972. Il film, a metà fra documentario e opera d’arte contemporanea, è stato girato nello scenario insolito e incantevole delle Alpi Apuane, con la cava accecante, bianca e senza binari; un polveroso paesaggio lunare quasi impraticabile. La dimensione visionaria di Nextones 2019 esplode poi in Time Machines, uno speciale show audio-visuale firmato da Drew McDowall per celebrare i 20 anni dell’omonimo, epico, leggendario album dei Coil, e nella performance audio-video di Sinjin Hawke e Zora Jones.

Beh, ci si vede lì!

La redazione